Il Cnf denuncia: tutti i più recenti interventi normativi annullano il diritto dei cittadini alla giustizia. E chiede al parlamento di ripensarci.

Tutta l’avvocatura riunita il 12 a Roma per fare il punto su proposte concrete per evitare lo smantellamento del servizio giustizia e renderlo più efficace.

Roma. Altro che rilancio dell’efficienza della giustizia. Con le leggi degli ultimi due anni i cittadini non avranno più giustizia. Arrivare a una sentenza, infatti, ormai è una corsa ad ostacoli, per di più costosissima. E con una avvocatura sradicata dai suoi principi cardine (autonomia, indipendenza e qualità), il diritto di azione e difesa dei cittadini saranno pallidi ricordi. Tutto a vantaggio di chi, viene da chiedersi. La denuncia arriva dal Consiglio nazionale forense che riunisce a Roma il 12 novembre prossimo tutte le rappresentanze dell’avvocatura, con all’ordine del giorno i temi più caldi: la modernizzazione della professione, gli effetti perversi della liberalizzazione selvaggia, le proposte dell’avvocatura per accelerare i tempi della giustizia, i costi della revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Mettendo in fila tutti i più recenti interventi in materia di giustizia, dalla legge 69/2009 in poi fino ad arrivare alle norme contenute nel maxi-emendamento del governo al ddl stabilità, all’esame del Senato, il quadro che ne esce è proprio quello di una giustizia che diventa campo minato, pieno di condizioni e condizionali e ormai costosissimo. La sentenza? Un miraggio. E dal Cnf arriva una pressante richiesta al parlamento perché ripensi le ultime norme del maxi-emendamento: “gli ultimissimi sviluppi della politica investono della piena responsabilità tutto il parlamento, non più solo il governo ancora in carica. E allora che il parlamento ripensi a quelle norme contrarie ad ogni principio di civiltà giuridica e non solo, si dimostri autonomo da quei poteri forti che vogliono piegare alla ricerca del profitto la tutela dei diritti inviolabili dei cittadini e devono per questo privare di dignità e decoro le libere professioni, prima di tutte quella di avvocato”. Il Cnf ha predisposto un confronto per valutare i costi (secondo le norme più recenti, comprese quelle del maxi-emendamento) di una causa di valore medio prima e dopo il 2009. Ecco i risultati:

  Causa per risarcimento danni nei confronti di compagnia di assicurazione
Valore 50.000 euro

Attività

Importo ante 2009

Possibile Importo attuale

MEDIAZIONE OBBLIGATORIA

 

 

Fino a 120 giorni

Tariffe mediazione

-

€ 1056,40

Multa per mancata partecipazione senza giustificato motivo

-

€ 450 (importo contributo unificato dovuto per il giudizio)

PROCEDIMENTO DI PRIMO GRADO

 

 

845 giorni

Contributo unificato

€ 374,00

€ 450,00

Richiesta motivazione lunga (pagamento del contributo unificato secondo i nuovi importi)

-

€ 675,00

APPELLO

 

 

981 giorni

Contributo unificato

€ 374,00

già versato alla richiesta di motivazione lunga

 

Rigetto istanza di inibitoria sospensione sentenza di primo grado

-

(fino a) € 10.000,00

 

Richiesta motivazione lunga (pagamento del contributo unificato secondo i nuovi importi)

-

€ 900,00

 

CASSAZIONE

 

 

1.050 giorni

Contributo unificato

€ 374,00

già versato alla richiesta di motivazione lunga

 

 

Totale: € 1.122,00

Totale: € 13.531,40

Totale: 2.996 giorni (8 anni) *

 

* Dati tratti dalla Relazione sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2010 della Corte Suprema di Cassazione

Questi i costi che lo Stato impone ai cittadini come tasse di accesso alla giustizia, in cambio offre tempi lunghi, mancanza di riforme organiche, mancanza di investimenti.

Il Cnf si chiede a chi giovi tutto questo: non certo al cittadino; non certo all’avvocato, che deve farsi carico delle giuste lamentale dei propri assistiti; non certo all’economia, che ha bisogno di procedure dai tempi brevi e dagli indirizzi decisionali prevedibili.
 E ribatte: qualcuno vuol far credere che tutto si risolva eliminando le tariffe, ma i costi degli avvocati italiani sono i più bassi d’Europa e i più bassi del mondo industrializzato, qualcuno vuol far credere che i tempi lunghi della giustizia dipendono dal numero degli avvocati, ma quello stesso qualcuno vuole “coerentemente” abolire gli esami di abilitazione per così decuplicare il numero degli avvocati.
 In realtà, sostiene il Consiglio, tutto questo giova in realtà solo ai poteri forti e alla loro sete di profitto ad ogni costo.”Basta menzogne dunque, e il Parlamento recuperi rispetto per i cittadini e tra questi i liberi professionisti e lo faccia ora”, chiede il Cnf.
 
Claudia Morelli
Responsabile Comunicazione e rapporti con i Media
 

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Inviato: 5 Anni 10 Mesi fa da Susy66 #122
Avatar di Susy66
Buona sera.
Volevo esprimere una mia considerazione che nasce da una esperienza diretta. Sono di Grosseto, preferisco rimanere anonima ma solo per questioni di privacy.
Da circa un anno sono in contenzioso per questioni immobiliari, non scendo nei particolari perchè non pertinenti con quello che voglio dire. Premetto che per il mio lavoro ho spesso a che fare con la giustizia, diciamo così.
All'inizio del mese sono stata convocata alla camera di conciliazione per tentare una mediazione, la mia prima volta. Il mio avvocato mi ha spiegato quello che già sapevo sulle conseguenze della mancata partecipazione eccetera eccetera. Ho partecipato, versando la mia quota, non nascondo su mia precisa insistenza dato che l'avvocato si è sempre mostrato piuttosto scettico.
Devo dire che sono rimasta davvero molto delusa. Avevo trovato su internet molti video di simulazioni che avevo cercato per farmi un'idea di come si sarebbe svolta la cosa. Nella realtà, mi dispiace dirlo, è solo una perdita di tempo e danaro.
Non solo non è stata tentata alcuna conciliazione da parte del mediatore, ma il tutto si è risolto in cinque minuti con la sottoscrizione di un verbale di mancata conciliazione che naturalmente era scontata dato che stavamo discutendo già da mesi con i rispettivi avvocati (e figuriamoci se in cinque minuti trovavamo un accordo)!!
Quello che mi chiedo è come mai le cose in teoria dovrebbero funzionare in un certo modo e poi nella realtà funzionano sempre in modo diverso? Concedo il beneficio del dubbio nel senso che su una singola esperienza non si possono trarre conclusioni affrettate. Ma da quello che ho potuto leggere sui giornali e sentito dire, questa tanto propagandata mediazione funziona dappertutto così, senza cioè che il mediatore abbia un ruolo attivo forse anche perhè messo nell'impossibilità di averlo questo ruolo attivo proprio dalle parti e dai loro avvocati.
Così adesso sarò citata ugualmente in giudizio. Così è una presa in giro e proprio non funziona!
Inviato: 5 Anni 10 Mesi fa da Giuseppe #123
Avatar di Giuseppe
Susy, ho letto con interesse la tua esperienza. Non sapevo su youtube si potessero trovare dei video sulla mediazione, se ne trovano molti anche se alcuni sono precedenti addirittura alla legge, forse si riferiscono a qualcosa di diverso. Nel mondo anglosassone gli arbitrati sono diffusissimi, da loro hanno sempre funzionato, perché da noi sembrerebbe di no? Quali sono le differenze?



Inviato: 5 Anni 10 Mesi fa da Anonimi #124
Avatar di Anonimi
A me sembra una buona cosa

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