Toscana prima regione in Italia. Arriva nei tribunali la cancelleria telematica.

GROSSETO - Un taglio consistente (calcolabile in mesi) dei tempi processuali, risparmio del personale di sportello, niente cumuli di faldoni accatastati negli armadi, rapporti più agevoli tra magistrati di diverso grado, possibilità di monitorare costantemente lo stato di avanzamento delle cause: ecco i vantaggi della cancelleria telematica, il progetto che, prima in Italia, la Regione Toscana ha sviluppato con cosistenti investimenti (400mila euro) e che, dopo una lunga e minuziosa sperimentazione, è destinata a diffondersi in tutto il sistema giudiziario regionale.

Ieri all’auditorium della Cassa di Risparmio di Firenze, a Novoli, si è tenuto il primo incontro dedicato all’approfondimento della conoscenza degli strumenti e i servizi informatici e telematici messi a disposizione degli avvocati e degli operatori del sistema giudiziario, dalla firma digitale alla posta elettronica certificata. Altri appuntamenti formativi sono previsti per il 23, 27 e 30 settembre e per il 4 e 7 ottobre, sempre dalla ore 15 alle 18. Il percorso di completa informatizzazione degli atti di cancelleria e quindi del processo civile ha coinvolto fino ad oggi 9.000 avvocati toscani. 50 avvocati fiorentini lo hanno sperimentato fino alla completa abolizione dei documenti cartacei, sostituiti da documenti digitali a valore legale, firmati digitalmente, ed entro l’anno questo accadrà anche per tutti gli avvocati del foro fiorentino. Con il 2012 l’estensione completa interesserà tutta la Toscana e anche la Corte d’Appello. Delle potenzialità del sistema beneficiano anche gli enti locali (per gli adempimenti anagrafici conseguenti le azioni giudiziarie) e le Agenzie provinciali delle entrate. Il progetto è stato sancito nel febbraio scorso dalla firma di un protocollo di intesa tra la Regione e i Ministeri della giustizia e della pubblica amministrazione. “La giustizia e il suo funzionamento - aveva affermato in quella occasione il presidente Enrico Rossi - sono fattori di competitività oltre che garanzia dell’effettivo esercizio dei diritti da parte dei cittadini.

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