Processi civili, Il tribunale diventa un progetto pilota.

Il Tribunale di Grosseto diventa sede di sperimentazione per la cancelleria telematica. Il progetto nato per la semplificazione e la velocizzazione della burocrazia riguarderà tutti gli aspetti legati alla cancelleria civile e ha già visto l’adesione da parte degli avvocati, che trovano in questo strumento, sviluppato attraverso la posta elettronica certificata, un modo per risparmiare tempo e ottenere prima ciò che serve.

E proprio in occasione della giornata europea della giustizia civile, il presidente del tribunale grossetano, il giudice Michele Addimandi, ha illustrato ieri nell’aula dell’Assise i dati sui procedimenti al momento aperti. Addimandi è stato da sempre un fermo sostenitore della specializzazione dei giudici, cioè un modello organizzativo in base al quale ogni togato ha un settore proprio, e da quando è subentrato al suo predecessore Michele Sfrecola ha adottato questo sistema, i cui risultati sono arrivati. Nel 2009 erano aperti 4.164 procedimenti civili, con l’avvio di 1.714 nuovi ruoli e la conclusione di 1.188 processi. Una saldo positivo, quindi, nel senso che ha il segno «più» davanti, ma il cui riflesso sull’andamento della giustizia e sui tempi dei processi è invece decisamente negativo. Nel 2010 sono stati iscritti 1.392 nuovi procedimenti a ruolo, mente ne sono stati definiti 1.239. E nel primo semestre del 2011 l’andamento si è ancora rafforzato portando gli attuali procedimenti in corso sotto la soglia dei quattromila. «La specializzazione ha velocizzato tutto — spiega Addimandi — e anche per un tribunale piccolo come il nostro ha dimostrato di essere una risorsa importante sia per ridurre i tempi della giustizia sia per garantire ai procedimenti simili una maggiore uniformità di giudizio». E poi c’è la conciliazione obbligatoria introdotta dal legislatore di cui a Grosseto si è fatta carico la Camera di commercio. «Nel primo semestre dell’anno in corso — dice il giudice Giovanni Puliatti — sono state 498 i tentativi di conciliazione esperiti dalla Camera di commercio. Di fatto il ricorso alla conciliazione è adesso reso obbligatorio per legge. L’ordine forense ha osteggiato questa previsione, che però sta dando risultati positivi».

Riccardo Bruni



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