Scansano. Provocò lo schianto mortale, condannato. Trentenne perse la vita nello scontro sull’Aquilaia per uno stop non rispettato.

SCANSANO - XXX aveva appena trent’anni. Morì una mattina di settembre del 2006, nell’incidente stradale provocato dall’albanese F. T., oggi 53enne, sulla strada provinciale 146 dell’Aquilaia. Oltre cinque anni dopo, il muratore albanese residente a Scansano è stato riconosciuto colpevole di omicidio colposo, pur con un concorso del 20% della vittima, e per lui è arrivata la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, e sospensione della patente di guida per sei mesi. Il giudice Michele Addimandi del tribunale di Grosseto ha anche rimandato la palla al giudice civile per la quantificazione dei danni nei confronti dei familiari della vittima, ai quali intanto sono state assegnate però maxi provvisionali: 40mila euro a testa alla moglie e alla figlioletta di Fatarella, 20mila euro a testa al padre e alla sorella.

T., inoltre, dovrà saldare le spese legali di ognuna delle parti civili, quantificate in 3mila euro a testa. Il dramma si consumò intorno alle 7,50 del 25 settembre 2006: T., alla guida di una Ford Escort station wagon, secondo la ricostruzione dell’incidente stava procedendo sulla sp 121 Marciatoio. Giunto all’innesto sulla sp 146 Aquileia, l’albanese non rispettò lo stop - evidenziato sia dalla segnaletica orizzontale che da quella verticale - proseguendo la marcia ed effettuando manovra di inversione. tagliando dunque l’incrocio per immettersi sulla sp 146 in direzione della sp 159 Scansanese. In quel frangente, sulla 146 stava transitando la Opel Astra condotta da XXX, camionista, che si stava dirigendo verso Magliano in compagnia della segretaria dell’azienda per la quale lavorava, per salire su un camion carico d’uva che avrebbe dovuto trasportare a Brescia. Fatarella si vide piombare la Ford in mezzo alla strada e, come riferì anche un testimone, cercò di sterzare verso sinistra per evitare l’urto, ma fu tutto inutile, anche per via dell’asfalto reso viscido dalla pioggia. Lo schianto fu violento e costò la vita sul colpo al trentenne, residente a Grosseto, mentre rimasero feriti sia la segretaria che conducente e tre passeggeri della Escort. Cinque anni dopo, la sentenza di primo grado del processo, con la condanna come detto del conducente della Ford che - come riconosciuto dal giudice grossetano - provocò la tragedia per la sua imperizia alla guida dell’auto.

Argomenti correlati:

Informazioni aggiuntive