Una stangata da 400mila euro. Vecchia causa con un ingegnere, Comune costretto a pagare.

Bizzarri: «I soldi non ci sono, sono preoccupato. Saremo costretti a tagliare qualcosa e a usare tutto l’avanzo di cassa»

SCARLINO. Una brutta sorpresa per Scarlino arriva dal passato. Una vertenza, che risale a trent’anni fa, su un contenzioso tra l’amministrazione d’allora e un professionista costerà alle casse comunali 380.000 euro.

Respinta anche la sospensiva, il comune ha ora dieci giorni per pagare.

«E’ stato un fulmine a ciel sereno» commenta il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri. Per capire occorre ripercorrere i passi di questa vicenda. Tutto è iniziato nel 1979, quando Marco Rodriguez, oggi ingegnere, era un volenteroso laureando che preparava la tesi sul porto del Puntone. Tesi ben riuscita, tra l’altro. Tanto che il sindaco di allora chiese a Rodriguez la tesi e la spedì alla Regione, alle prese in quegli anni con il Piano dei Porti della Toscana. Il lavoro di Rodriguez trovò apprezzamento negli uffici fiorentini e venne utilizzato in vari studi. Alla luce di questo successo, il giovane laureando andò in Comune (dove sedeva già un altro sindaco) a chiedere un compenso per i suoi sforzi, senza però riuscire a trovare un accordo. Nacque così il contenzioso e la relativa vertenza. Nel corso degli anni, in entrambi i gradi di giudizio, Rodriguez si è visto respingere le proprie richieste. Ma tutto è cambiato nel marzo scorso, quando la Corte d’Appello di Firenze ha annullato il secondo grado e ha condannato il comune a pagare circa 40.000 euro dell’epoca, rivalutati e con gli interessi: in totale 380.000 euro. Subito il Comune ha chiesto una sospensiva, data la mancanza di una previsione in bilancio di una spesa simile. «Contando anche la situazione economica» dice Bizzarri. Ma, proprio in questi giorni, la Corte d’Appello ha respinto la richiesta del comune, poichè, secondo Firenze, da molti anni avrebbe dovuto pagare ed inserire l’importo nei vari bilanci comunali. Conseguente è stato l’atto di precetto che obbliga l’ente a liquidare l’importo entro dieci giorni.

Questa è la storia. E il presente? Al momento, oltre a fare ricorso in Cassazione, Bizzarri chiede tempo, sia per i passaggi in consiglio comunale che questa spesa dovrà fare per essere messa nel bilancio 2010, sia perchè al momento gli interlocutori sono in ferie. L’avvocato del comune ha infatti chiesto alla controparte una proroga di 40 giorni. «Ormai l’appello c’è stato e dobbiamo pagare. - spiega Bizzarri - Se poi la Cassazione ci darà ragione vedremo il daffarsi». Del resto le opzioni erano due: o dichiarare di non avere i soldi per pagare, e in quel caso sarebbe scattato il blocco della cassa comunale, oppure pagare una volta conclusi tutti i passaggi burocratici.

380.000 euro non sono uno scherzo. «Sono molto preoccupato per questa situazione» confessa Bizzarri, dato anche il momento non roseo degli enti locali. Il sindaco e i suoi saranno costretti a rimettere mano al bilancio non solo per inserirci questa spesa, ma anche per trovare i soldi per pagarla. A questo fine verrà utilizzato tutto l’avanzo presente in bilancio (circa 65.000 euro), ma non basterà. «Saranno “grattati” i fondi ancora reperibili nelle spese correnti - spiega Bizzarri - e tagliati altri interventi sulla parte degli investimenti, a danno delle opere pubbliche e di altri servizi ai cittadini».

ALFREDO FAETTI

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