Gup udienza rinviata per motivi di salute di Crea. Costituite le parti civili. Estorsione, negato lo stralcio a Pighetti.

RINVIATA all’8 ottobre la decisione sull’eventuale rinvio a giudizio di Silla Pighetti e Francesco Crea, 60 e 84 anni, entrambi accusati di estorsione nei confronti di un imprenditore di Follonica. All’udienza di ieri mattina, infatti, non è potuto essere presente Francesco Crea per motivi di salute.

Anche se alcuni «verdetti» ci sono già. Come il rifiuto dello stralcio della posizione di Pighetti, chiesta dall’imputato «per mettere fine il più velocemente possibile ad un vicenda giudiziaria che mi ha creato molti danni» e per rendere dichiarazioni spontanee. Il giudice per le udienze preliminari, Giovanni Puliatti, ha però respinto l’istanza per carenza di organico. Quindi anche la posizione del geometra di Roccastrada sarà discussa l’8 ottobre. Davanti al gup ieri si è presentato anche l’avvocato Marco De Stasio, il legale di Odinello Franzoso — l’imprenditore che ha accusato Crea e Pighetti di avergli chiesto una «mazzetta» — il quale ha chiesto di costituirsi in giudizio come parte civile, per Franzoso e per l’impresa «Ideacasa». Richiesta cui si opporrà l’avvocato dei due imputati, Pier Francesco Angelini, che per la difesa di Crea ’ora in poi sarà affiancato anche dal collega Alessandro Risaliti. I due imputati furono arrestati all’inizio di aprile dello scorso anno, quando, dopo alcuni giorni di intercettazioni, i carabinieri li «pizzicarono» con cinquemila euro, che secondo i militari era la mazzetta consegnata poco prima dall’imprenditore follonichese, che stava costruendo una villetta a Marina di Grosseto. Soldi che sarebbero stati sborsati da Franzoso in cambio di alcuni favori per la gestione del cantiere.

C.R.

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