Dopo trent’anni si chiude a Scarlino il caso Rodriguez

SCARLINO. «La giustizia è lenta, o meglio, è molto lenta, ma poi arriva». Trent’anni. Tanto è durata questa vicenda, passando da tutti i gradi di giudizio previsti in Italia. In mezzo sono passati quattro sindaci, dozzine di consiglieri comunali e una montagna di memorie, carte e documenti. Ora però la Cassazione ha scritto la parola fine e c’è un ingegnere che può dire la sua. «Una cosa è certa: tutti i sindaci del Comune di Scarlino da questa vicenda ne escono sconfitti», dice Marco Rodriguez, l’uomo che per trent’anni non ha mai fatto un passo indietro. È lui ad averla spuntata alla fine, anche in ultimo grado, che ha sancito legittimo il risarcimento da 380mila euro che l’amministrazione ha dovuto versargli.

Era un laureando Rodriguez quando tutto è cominciato. All’epoca, 1979, intento a completare la sua tesi accademica, stilò un progetto che riguardava la foce della Fiumara di Scarlino, al Puntone. Il Comune, seppur non gli avesse conferito alcun incarico, prese queste tavole e le allegò a una delibera del febbraio 1980 per l'inserimento del suo territorio nel Piano dei Porti e degli Approdi Regionali. Rodriguez chiese un compenso per quegli studi, ma l’amministrazione d’allora rispose picche. Da qui nasce tutta la storia e oggi, all’epilogo, l’ingegnere commenta senza mandarle a dire. «Questa causa è iniziata su un lavoro svolto nel 1980 e si è conclusa definitivamente solo oggi nel 2013: il protrarsi negli anni di una siffatta questione è da ricercarsi sicuramente oltre che su motivazioni politiche (non sono di sinistra) anche forse su errato consiglio del legale del Comune, che probabilmente non era disinteressato dal protrarsi negli anni della causa». Non risparmia niente a nessuno di quel che pensa Rodriguez. Né sul piano politico, né su quello pratico. Attacca anche l’avvocato dell’amministrazione, forte della sentenza della Cassazione, emessa a fine agosto. «La Cassazione, su ricorso del Comune, ora è chiamata a valutare la correttezza giuridica di detta sentenza» disse il sindaco Maurizio Bizzarri al momento della presentazione del ricorso, dopo che il Consiglio di Stato aveva fissato il risarcimento a favore dell’ingegnere a una cifra che si aggira attorno ai 380mila euro (240mila quelli chiesti da Rodriguez a cui si sono aggiunti gli interessi). E quest’estate la Cassazione non solo ha detto che sì, la sentenza è corretta, ma ha anche respinto il ricorso del Comune proprio perché se errori ci sono stati, si trovano nelle documentazioni dell’amministrazione. Questa, in ogni caso, è la sentenza che chiude definitivamente la partita. Rodriguez lo champagne lo ha già stappato a suo tempo, nella famosa festa organizzata dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato, con tanto di torta e striscioni a sfottò per il Comune. Quest’ultimo, dal canto suo, ha già iniziato a versare il dovuto al privato e si è visto assolvere, insieme a tutti gli eletti coinvolti, dalla Corte dei Conti sull’accusa di danno erariale. È finita. E ora Rodriguez vuole dire la sua, rivolgendosi a quei sindaci che non solo «non hanno mai voluto riconoscere il lavoro svolto», ma anzi «con la loro arroganza (politica) hanno solo contribuito ad accrescere le spese legali sostenute (proprie e di controparte) ed il maturare degli interessi sul dovuto». Sono loro, secondo l’ingegnere, i grandi sconfitti.

Alfredo Faetti.

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