Ogni anno 1.600 richieste danni per gli errori commessi in corsia. La Regione non ha più assicurazioni: costavano troppo

Interventi andati male, diagnosi sbagliate, trattamenti inadeguati, cadute e anche trasfusioni errate. Ogni anno gli ospedali toscani ricevono 1.600 richieste di risarcimento da parte dei pazienti, più di 4 al giorno. E pagano di tasca propria. La Regione infatti ha da tempo disdetto tutte le polizze con le compagnie assicurative. Erano troppo care, circa 50 milioni di euro all’anno, e i contenziosi duravano tantissimo, con ripercussioni negative per chi doveva ricevere i soldi ma anche per le Asl. Dal 2010 si viaggia senza alcun aiuto esterno, pescando dal fondo sanitario il denaro necessario a risarcire i danni provocati ai malati ma anche ai loro parenti. Solo nel 15% dei casi si finisce di fronte a un giudice civile o penale, per il resto le questioni si risolvono in via extragiudiziale. D’altronde circa la metà dei sinistri valgono meno di 5 mila euro e farli valutare dal sistema giudiziario, afflitto da note lungaggini, diventa un problema per i pazienti e per le stesse Asl. Così si è deciso di passare all’autoassicurazione, che tra l’altro permette di chiudere le richieste di risarcimento più rapidamente.

Il timore, fin da quando è stato adottato il nuovo sistema, è che la maggiore semplicità della denuncia (basta mandare una lettera con la richiesta danni alla Asl, teorisarcimenti, camente anche senza avvocato) è che ci sia un aumento della litigiosità, cioè delle richieste di danni. Per ora il fenomeno non si è visto ma in Regione si teme che comunque possa arrivare. C’è anche un altro problema che sta sorgendo in questo periodo. Visto che, salvo che per i super rideciso le Asl gestiscono da sole la grande maggioranza dei sinistri, finisce che un errore in corsia commesso, ad esempio, a Livorno, viene pagato una cifra diversa da un caso identico avvenuto a Lucca. Nel 2010 le segnalazioni dei pazienti sono state 1.609, l’anno dopo 1.635 e l’anno scorso 1.561. Sono più o meno un terzo quelle rimborsate del 2010, un quarto quelle del 2011. Il 2012 è un po’ più indietro. Evidentemente il sistema, anche se molto più veloce rispetto a quando c’erano le compagnie di assicurazione, non è ancora rapidissimo. «Bisogna tenere conto che dal totale dei sinistri denunciati vanno tolte le richieste respinte perché non viene provato il nesso di causalità tra l’atto medico e il danno », spiega Riccardo Tartaglia, del Centro regionale per il rischio clinico. Così facendo la percentuale dei risarcimenti rispetto al totale di coloro che ne hanno diritto sale. Ciò non toglie che il rischio di una spesa alta per l’autoassicurazione c’è ancora. Per rimborsare i sinistri del 2010, ad esempio, la Regione ha speso per ora circa 16 milioni. Presumibilmente però si tratta dei danni meno costosi, quelli che appunto si liquidano rapidamente. Quando verranno pagati anche i circa mille che mancano, da cui andranno tolte le richieste respinte, la cifra lieviterà. Secondo le simulazioni della Regione resterà sempre inferiore, anche se non di molto, ai 50 milioni che si spendevano di assicurazione fino al 2008. Bisogna però tener conto che nel frattempo i prezzi delle polizze sarebbero aumen-tati, arrivando anche ad un totale di 70 milioni. Il sistema dell’autoassicurazione si intreccia con il cosiddetto rischio clinico, cioè con le misure messe in pratica per evitare gli errori. Quando c’erano le compagnie private i medici, ovviamente per i casi più banali, non dovevano spiegare come erano andate le cose, perché i privati gestivano il sinistro senza bisogno di loro. Adesso c’è un maggior coinvolgimento dei professionisti, cosa che aiuterebbe la prevenzione degli errori in corsia. I camici bianchi devono fare comunque la loro assicurazione. Le aziende sanitarie e ospedaliere sono tenute a comunicare alla corte dei conti le spese che hanno sostenuto per ogni sinistro. Se i magistrati ritengono che ci sia una colpa grave da parte di chi ha commesso l’errore, al medico responsabile viene richiesto il danno. Si tratta di un’eventualità molto remota, la maggior parte delle volte la colpa è valutata lieve, da cui i professionisti si coprono spendendo tra i 50 e i 100 euro al mese di polizza. (mi.bo.)



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