Commerciante nei guai per usura. Patteggia 22 mesi: tre gli episodi contestati, tassi fino al 487%

FOLLONICA. Ha sempre sostenuto - direttamente quando è stato interrogato dal giudice, come anche attraverso il suo legale Marco De Stasio - che quei soldi erano un semplice prestito ad amici in difficoltà e che con operazioni di strozzinaggio lui non aveva mai e poi mai avuto a che fare. La sua scelta di patteggiare è quindi un modo di chiudere una vicenda spiacevole e secondo la difesa ricca di equivoci, e non un'ammissione di responsabilità.

E' comunque particolarmente pesante l'accusa di usura per la quale un conosciutissimo commerciante di motociclette di Follonica, (omissis), 58 anni, è finito sotto giudizio all'udienza preliminare: con il giudice Marco Bilisari, ha chiuso con 1 anno e 10 mesi (più 4.000 euro) le sue pendenze con la giustizia (pena patteggiata e sospesa), iniziate nel febbraio scorso quando venne messo agli arresti domiciliari su ordinanza di custodia cautelare (agli atti anche alcune intercettazioni), poi sostituiti dagli obblighi di firma. Misura residua cessata all'indomani della sentenza, pronunciata qualche settimana fa e adesso disponibile. Tre gli episodi di usura contestati dalla Procura dopo le indagini della guardia di finanza, uno particolarmente grave dal punto di vista dell'entità della cifra: 17mila euro, in parte corrisposti, in parte da pagare in 32 mesi, con un tasso del 27,14% quando il limite del legislatore era fissato al 12,29% (soglia al 19,3). Una cifra che una coppia avrebbe dovuto comunque restituire dopo un'ingiuzione decisa dal Tribunale (nel 2010) per 26mila euro, relativi alla vendita di una moto. Interessi sproporzionati, secondo quanto sostenuto dal sostituto procuratore Nassi, ai danni di persone in difficoltà economiche, con le aggravanti dell'esercizio di un'attività professionale e in danno di chi si trovava in stato di bisogno. Medesime contestazioni e aggravanti quelle rivolte a (omissis) per un episodio che riguardava ancora la stessa coppia: addirittura un tasso usurario del 487,5 per cento (limite 12,29%, soglia 19,3%) per un prestito da 4.000 euro in contanti del 20 settembre 2012 schizzato in appena 4 mesi, sempre secondo l'imputazione, a 6.500 euro di interessi. Terzo caso quello relativo a un altro acquirente (una mini car e una moto) che avrebbe dovuto versare 14.500 euro. Qui gli interessi usurari sarebbero diventati 18.500. Una restituzione, in parte avvenuta, articolata nell'arco di 72 mesi con un tasso che sarebbe risultato del 21,26% contro i medesimi limiti fissati dal legislatore per il primo trimestre di quest'anno. Il gup ha disposto la confisca di 5.531 euro sequestrati preventivamente dalla guardia di finanza nell'aprile scorso e ritenuti profitto di reato limitatamente agli interessi usurari, non essendo stati reclamati dalle persone offese.

Pierluigi Sposato



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