Imprenditore del Golfo sospettato di usura. Il cinquattottenne si difende davanti al gip: avrebbe prestato i soldi a un amico senza però pretendere alcun tasso di interesse. È agli arresti domiciliari

FOLLONICA. Quando la guardia di finanza ha bussato alla porta di un imprenditore di 58 anni, l’uomo probabilmente ha pensato a una verifica fiscale. Invece le fiamme gialle avevano un foglio in mano: un’ordinanza d’arresto firmata dal giudice. L’uomo, da quel momento in poi, non avrebbe potuto lasciare casa sua. Arresti domiciliari, si leggeva nell’ordinanza, per il reato di usura. Le verifiche fiscali, quelle fatte per stanare gli evasori, in questa storia non c’entrano nulla. C’entra invece la denuncia presentata da due persone che hanno accusato un imprenditore di essere uno strozzino. In due, entrambi di Follonica, hanno raccontato alla guardia di finanza di aver ricevuto dei soldi in prestito e di essere stati costretti a restituirli con un tasso di interesse esoso. Un tasso di interesse da strozzino, di quelli che piegano le ginocchia. Prestiti per diverse migliaia di euro. L’imprenditore follonichese, di fronte a quell’accusa e soprattutto di fronte all’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, ha deciso di parlare con il magistrato e raccontare per filo e per segno come sono andate le cose.

Ieri mattina in tribunale a Grosseto si è svolto l’interrogatorio di garanzia di fronte al giudice Marco Bilisari. Il cinquantottenne, assistito dall’avvocato Marco De Stasio, ha raccontato al gip che in uno dei due casi, quei soldi a quell’uomo, glieli aveva prestati davvero. Ma come si prestano delle cifre a un amico in difficoltà: senza chiedere interessi, né esosi e nemmeno bassi. Solo per amicizia. Nell’altro caso, invece, l’imprenditore ha raccontato un’altra verità rispetto a quella denunciata dall’uomo. Quei soldi, lui, li stava restituendo all’imprenditore come pagamento per alcune prestazioni professionali che aveva ricevuto. L’uomo accusato di usura, in quel caso, stava quindi riscuotendo quello che gli era dovuto. A rate, per andare incontro a un cliente in un momento di difficoltà, e senza alcun sovrapprezzo rispetto a quanto dovuto. L’avvocato De Stasio ha chiesto al gip la revoca degli arresti domiciliari. O, nel caso in cui il gip non lo ritenesse possibile, almeno la sostituzione con una misura più blanda che permetta al cinquattottenne di continuare a lavorare. La risposta arriverà probabilmente tra qualche giorno. E la difesa potrà così raccogliere la documentazione per sostenere la versione dell’uomo. Lui al giudice ha cercato di spiegarlo in tutti i modi, che di tassi di interesse non ha mai parlato con i due uomini. Ma che, a quello che era un amico, ha dato quella cifra per aiutarlo a superare un momento di difficoltà.

Francesca Gori.



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