Richiesta di rinvio a giudizio per gli otto indagati entro la fine di gennaio. Verusio: “Schettino governava la nave come fosse un gommone".

GROSSETO. Erano le 21.45 di venerdì 13 gennaio 2012. Una data che nessuno dimenticherà mai. Oggi è l’anniversario del naufragio della nave da crociera Costa Concordia, una delle più gravi sciagure marittime della storia italiana, in cui persero la vita 32 persone e altre 110 rimasero ferite. A causare il naufragio, secondo la Procura, la volontà del comandante Francesco Schettino di passare sotto costa per fare il cosiddetto “inchino”, cioè il saluto agli abitanti dell’isola, come da tradizione in tante navi da crociera. La Concordia passò da 0,28 mi - glia marine della costa, circa 518 metri. Lo scafo iniziò a imbarcare acqua e a bordo si verificò il black out. Una notte da incubo per i naufraghi e per gli abitanti dell’isola. L’inchiesta prese il via poche ore dopo.

Schettino venne arrestato. Il 10 aprile 2012 la Cassazione decise di lasciare Francesco Schettino agli arresti domiciliari. La detenzione domiciliare venne revocata il 5 luglio 2012: a seguito di tale provvedimento, il comandante Schettino dovrà osservare un obbligo di dimora a Meta di Sorrento. Alle 22.58 di quel tragico giorno Schettino diede l’ordine di abbandonare la nave, ma alcuni membri dell’equipaggio avevano già cominciato le operazioni di evacuazione alle 22.45. Secondo gli inquirenti il comandante alle 23.30 non si trovava più a bordo della Concordia, quando la maggior parte dei passeggeri doveva ancora essere sbarcata. Tuttavia, il dato dell’orario è stato smentito da un testimone che dichiara di aver visto alle 23.45 il comandante mentre stava aiutando alcuni passeggeri a salire sulle lance di salvataggio sul ponte 3. La Procura Il procuratore capo Francesco Verusio fin dall’inizio ha definito Schettino uno “scellerato inscusabile” e la manovra che ha portato all’impatto con lo scoglio “spregiudicata” e “azzardata”. E’ il magistrato che con i suoi sostituti ha coordinato le indagini che porteranno al processo, dove Schettino non sarà difeso dal suo storico avvocato Bruno Leporatti, il legale che lo ha assistito fin dall’inizio e che ha rinunciato al mandato poche settimane fa. “Quello del comandante della nave da crociera - dice Verusio - fu un comportamento sconcertante. E’ stato accertato che al momento dell’impatto Schettino era sulla plancia di comando, governava la nave con il timone a mano, come si fa, in genere, con una barchetta o un gommone sottocosta, senza una rotta tracciata”. Insomma, sottolinea il procuratore Verusio, “il comportamento del comandante si commenta da solo: governava una nave lunga oltre 300 metri con oltre 4.000 passeggeri come una fosse una barchetta, un gommone. C’è dell’incredibile in tutto questo”. Il procuratore Francesco Verusio si appresta, tra poche settimane, a mettere la parola fine all’inchiesta giudiziaria: “Contiamo di presentare la richiesta di rinvio a giudizio per indagati al Gup entro la fine di gennaio, al massimo nei primi giorni di febbraio”. E intanto sono già partiti gli avvisi di conclusione delle indagini per gli indagati. Il magistrato capo della Procura di Grosseto si avvicina a questo adempimento finale della richiesta di rinvio a giudizio “quasi con un senso di liberazione, per un immane lavoro portato a compimento con uno sforzo gigantesco da parte di tutti i miei colleghi”, a cominciare dai tre dei sette pm che hanno seguito direttamente il caso Costa Concordia: Stefano Pizza, Maria Navarro e Alessandro Leopizzi. “Sta per finire un anno di impegno incredibile di tutto il mio ufficio, non solo dei tre colleghi che con grande professionalità si sono sobbarcati le incombenze del caso. E’ stato un anno terribile per la mole immensa del lavoro svolto - osserva Verusio - ma sono molto soddisfatto di quanto abbiamo fatto. E sono convinto che il nostro lavoro sarà confermato nel processo. E’ stato svolto un lavoro che non ha precedenti, perché un naufragio di queste proporzioni non era mai accaduto prima sulle nostre coste”. Le difficoltà nelle indagini Il procuratore capo di Grosseto racconta come durante le indagini i pubblici ministeri abbiano dovuto far fronte “a difficoltà tecniche di tutti i tipi, con la necessità di sentire a sommaria informazione sull’accaduto centinaia e centinaia di persone”, tra passeggeri e membri dell’equipaggio, tra l’Italia e decine di paesi stranieri. “Abbiamo affrontato una materia come quella della navigazione marina come mai prima era accaduto a una Procura - racconta ancora Verusio -. Eppure la mia squadra di pubblici ministeri è riuscita in un anno a completare un’impresa ardua, che ci ha portato a studiare leggi internazionali e tutta la normativa esistente sulla navigazione”. Verusio aggiunge un particolare sulle tante difficoltà incontrate e quasi tutte superate: “E’ stato complicatissimo notificare l’avviso di garanzia al cittadino indonesiano che si trovava al timone della nave. Ci sono voluti tre mesi per arrivare alla notifica. Ci hanno riferito che la notifica è avvenuta, ma il nostro ufficio non ha la certezza, cioè non abbiamo ancora la prova provata. Dico questo - sottolinea il procuratore capo - per mostrare con quanto scrupolo tutta la Procura della Repubblica di Grosseto ha lavorato all’inchiesta”. Il processo Dalle indagini al processo: il 2013 sarà ancora un anno lungo nella vicenda del disastro della nave Costa Concordia. E’ l’anno del processo a Schettino e agli altri imputati accusati di co-responsabilità nel disastro che causò 30 vittime accertate più due dispersi e ci si arriverà anche grazie alle tappe forzate tenute dalla procura di Grosseto per chiudere entro il 2012 le indagini. Così, a Grosseto, a fine mese, massimo febbraio, gli inquirenti formalizzeranno le richieste di rinvio a giudizio tra i 12 indagati; quindi per febbraio sarà fissata la data dal giudice per l’udienza preliminar e. De Falco Il capitano di fregata Gregorio De Falco, napoletano di 47 anni, è l’ufficiale che era a capo della sala operativa della capitaneria di Porto di Livorno. E’ l’ “eroe” duro ma buono. E’ quello che resta lucido anche nelle emergenze. I comandi e gli ordini perentori che quella sera ha gridato via telefono al comandate Schettino hanno fatto il giro del mondo: “Torni a bordo, c....!”. Il suo secco invito da un anno campeggia anche sulle magliette e squilla dalle suonerie dei telefonini. Incidente probatorio L’ “anticipo” del processo nel corso delle due udienze dell’incidente probatorio. Alla prima hanno preso parte decine di naufraghi. La seconda solo per gli “addetti ai lavori”. In mezzo una serie di annunci e prese di posizione, soprattutto da parte delle associazioni, per la richiesta di risarcimenti. In America, tramite uno studio legale di Miami, si sta lavorando per una class action.

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Inviato: 5 Anni 10 Mesi fa da Peso #234
Avatar di Peso
Intervengo sulla questione dell'affondamento della Concordia.
La responsabilità del comandate è certamente indiscutibile avendo la responsabilità giuridica di tutte le
operazioni che vengono effettuate a bordo dell’imbarcazione. Una sorta di responsabilità oggettiva.
Però, secondo me, non può nemmeno essere considerato l'unico e più comodo capro espiatorio.
Mi chiedo in particolare come mai chi poteva (e doveva) controllare il traffico marittimo non si sia accorto della rotta anomala della Concordia. Poi si dice che fosse una prassi consolidata il saluto ai gigliesi.... insomma si sapeva!
Le navi moderne hanno sistemi di tracciamento in tempo reale della loro posizione che è conosciuta non solo dalle capitanerie di porto ma anche da tutte la altre navi in transito e addirittura, anche se con certi limiti, dai noi comuni mortali (esempio: http://www.marinetraffic.com/ais/it/default.aspx) grazie al sistema AIS (Automatic Identification System).
Perchè non è mai stata denunciata questa usanza sicuramente molto coreografica ma tanto pericolosa dei passaggi ravvicinati alla costa? E' certo che le autorità ne sono sempre state a conoscenza ma probabilmente sono quelle cose che vengono tollerate, almeno finchè non capitano tragedie del genere!!!
Sbalordito.
Inviato: 5 Anni 10 Mesi fa da Stef60 #235
Avatar di Stef60
E' scandaloso che le associazioni di consumatori si buttino a capofitto in una tragedia del genere per accaparrarsi centinaia di potenziali nuovi affiliati!
E poi che razza di assistenza è dire che se non viene fatta la richiesta danni entro dieci giorni si perde il diritto al risarcimento? Ma siamo matti?
Credo che le associazioni dei consumatori parlino del termine necessario per denunciare il sinistro e chiedere l'indennizzo in virtù delle polizze obbligatorie che i viaggiatori devono stipulare al momento della prenotazione del viaggio con il tour operator. Ci vorrebbe un po' di chiarezza.
Aspettiamo che la procura faccia luce sulla dinamica del naufragio, poi ci sarà tutto il tempo di chiedere il risarcimento in base alle responsabilità accertate.
Inviato: 5 Anni 10 Mesi fa da RobyRot #236
Avatar di RobyRot
E' il nuovo codice del turismo a disciplinare la materia (Allegato al Decreto legislativo 23.05.2011 n° 79, G.U. n. 129 del 06-06-2011. Testo in vigore dal 21 giugno 2011).
In particolare il termine di dieci giorni cui fanno riferimento le associazioni dei consumatori è quello previsto dall'art. 49 per il reclamo e la cassazione ha chiarito che è tutt'altro che un termine di decadenza:

Art. 49 - Reclamo
1. Ogni mancanza nell'esecuzione del contratto deve essere contestata dal turista, mediante tempestiva presentazione di reclamo affinche' l'organizzatore, il suo rappresentante locale o l'accompagnatore vi
pongano tempestivamente rimedio.

2. Il turista puo' altresi' sporgere reclamo mediante l'invio di raccomandata o di altri mezzi che garantiscono la prova dell'avvenuto ricevimento, all'organizzatore o all'intermediario, entro dieci giorni lavorativi dalla data di rientro nel luogo di partenza.

3. La mancata presentazione del reclamo puo' essere valutata ai fini dell'articolo 1227 del codice civile.

Ecco gli altri articoli rilevanti:

ART. 43 - Mancato o inesatto adempimento
1. Fermo restando gli obblighi previsti dall'articolo 42 in caso di mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico, l'organizzatore e l'intermediario sono tenuti al risarcimento del danno, secondo le rispettive responsabilita'. Si considerano inesatto adempimento le difformita' degli standard qualitativi del servizio promessi o pubblicizzati.

2. L'organizzatore o l'intermediario che si avvale di altri prestatori di servizi e' comunque tenuto a risarcire il danno sofferto dal turista, salvo il diritto di rivalersi nei loro confronti.

ART. 44 - Responsabilita' per danni alla persona
1. Il danno derivante alla persona dall'inadempimento o dall'inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico e' risarcibile secondo le norme stabilite dalle convenzioni internazionali, di cui sono parte l'Italia o l'Unione europea, che disciplinano le singole prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico, cosi' come recepite nell'ordinamento italiano.

2. Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in tre anni dalla data del rientro del turista nel luogo di partenza, salvo il termine di diciotto o dodici mesi per quanto attiene all'inadempimento di prestazioni di trasporto comprese nel pacchetto turistico per le quali si applica l'articolo 2951 del codice civile.

3. E' nullo ogni accordo che stabilisca limiti di risarcimento per i danni di cui al comma 1.

ART. 45 - Responsabilita' per danni diversi da quelli alla persona
1. Le parti contraenti possono convenire in forma scritta, fatta salva in ogni caso l'applicazione delle norme sulle clausole vessatorie, limitazioni al risarcimento del danno, diverso dal danno alla persona, derivante dall'inadempimento o dall'inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico.

2. La limitazione di cui al comma 1 non puo' essere, a pena di nullita', comunque inferiore a quanto previsto dalle convenzioni internazionali che disciplinano le prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico e dagli articoli 1783 e 1784 del codice civile.

3. Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in un anno dal rientro del turista nel luogo della partenza.

ART. 46 - Esonero di responsabilità
1. Fatte salve le ipotesi di responsabilita' oggettiva, previste da norme speciali, l'organizzatore e l'intermediario sono esonerati dalla responsabilita' di cui agli articoli 43, 44 e 45 quando la mancata o inesatta esecuzione del contratto e' imputabile al turista o e' dipesa dal fatto di un terzo a carattere imprevedibile o inevitabile, ovvero da un caso fortuito o di forza maggiore.

2. L'organizzatore o l'intermediario apprestano con sollecitudine ogni rimedio utile al soccorso del turista al fine di consentirgli la prosecuzione del viaggio, salvo in ogni caso il diritto al risarcimento del danno nel caso in cui l'inesatto adempimento del contratto sia a questo ultimo imputabile.

ART. 47 - Danno da vacanza rovinata
1. Nel caso in cui l'inadempimento o inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico non sia di scarsa importanza ai sensi dell'articolo 1455 del codice civile, il turista puo' chiedere, oltre ed indipendentemente dalla risoluzione del contratto, un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all'irripetibilita' dell'occasione perduta.

2. Ai fini della prescrizione si applicano i termini di cui agli articoli 44 e 45.

ART. 48 - Diritto di surrogazione
1. L'organizzatore o l'intermediario che hanno risarcito il turista sono surrogati, nei limiti del risarcimento corrisposto, in tutti i diritti e le azioni di quest'ultimo verso i terzi responsabili.

2. Il turista fornisce all'organizzatore o all'intermediario tutti i documenti, le informazioni e gli elementi in suo possesso utili per l'esercizio del diritto di surroga.

ART. 49 - Reclamo
1. Ogni mancanza nell'esecuzione del contratto deve essere contestata dal turista, mediante tempestiva presentazione di reclamo affinche' l'organizzatore, il suo rappresentante locale o l'accompagnatore vi
pongano tempestivamente rimedio.

2. Il turista puo' altresi' sporgere reclamo mediante l'invio di raccomandata o di altri mezzi che garantiscono la prova dell'avvenuto ricevimento, all'organizzatore o all'intermediario, entro dieci giorni lavorativi dalla data di rientro nel luogo di partenza.

3. La mancata presentazione del reclamo puo' essere valutata ai fini dell'articolo 1227 del codice civile.

ART. 50 - Assicurazione
1. L'organizzatore e l'intermediario devono essere coperti da contratto di assicurazione per la responsabilita' civile a favore del turista per il risarcimento dei danni di cui agli articoli 44, 45 e 47.

2. In ogni caso i contratti di turismo organizzato possono essere assistiti da polizze assicurative che, per i viaggi all'estero, garantiscano il rientro immediato del turista a causa di emergenze imputabili o meno al comportamento dell'organizzatore o dell'intermediario, e che assicurino al turista assistenza anche di
tipo economico. Tali polizze possono altresi' garantire, nei casi di insolvenza o fallimento dell'intermediario o dell'organizzatore, il rimborso del prezzo versato per l'acquisto del pacchetto turistico. Qualora le spese per l'assistenza e per il rimpatrio siano sostenute o anticipate dall'amministrazione pubblica competente, l'assicuratore e' tenuto ad effettuare il rimborso direttamente nei suoi confronti.

3. Gli organizzatori e gli intermediari possono costituirsi in consorzi o altre forme associative idonee a provvedere collettivamente, anche mediante la costituzione di un apposito fondo, per la copertura dei rischi di cui al comma 2. Le finalita' del presente comma possono essere perseguite anche mediante il coinvolgimento diretto nei consorzi e nelle altre forme associative di imprese e associazioni di categoria del settore assicurativo, anche prevedendo forme di riassicurazione.

4. L'obbligo, di cui al comma 1, non sussiste per il prestatore di uno Stato membro dell'Unione europea che si stabilisce sul territorio nazionale se sussistono le condizioni di cui all'articolo 33 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.

5. In ogni caso, il Ministero degli affari esteri puo' chiedere agli interessati il rimborso, totale o parziale, delle spese sostenute per il soccorso e il rimpatrio delle persone che, all'estero, si siano esposte deliberatamente, salvi giustificati motivi correlati all'esercizio di attivita' professionali, a rischi che avrebbero potuto conoscere con l'uso della normale diligenza.

6. E' fatta salva la facolta' di stipulare anche altre polizze assicurative di assistenza al turista.

ART. 51 - Fondo nazionale di garanzia
1. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per lo sviluppo e la competitivita' del turismo opera il fondo nazionale di garanzia, per consentire, in caso di insolvenza o di fallimento del venditore o dell'organizzatore, il rimborso del prezzo versato ed il rimpatrio del consumatore nel caso di viaggi all'estero, nonche' per fornire una immediata disponibilita' economica in caso di rientro forzato di turisti da Paesi extracomunitari in occasione di emergenze, imputabili o meno al comportamento dell'organizzatore.

2. Il fondo e' alimentato annualmente da una quota pari al due per cento dell'ammontare del premio delle polizze di assicurazione obbligatoria di cui all'articolo 50, comma 1, che e' versata all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnata, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, al fondo di cui al comma 1.

3. Il fondo interviene, per le finalita' di cui al comma 1, nei limiti dell'importo corrispondente alla quota cosi' come determinata ai sensi del comma 2.

4. Le istanze di rimborso al fondo non sono soggette ad alcun termine di decadenza, fatta salva comunque la prescrizione del diritto al rimborso.

5. Il fondo potra' avvalersi del diritto di rivalsa nei confronti del soggetto inadempiente.

6. Le modalita' di gestione e di funzionamento del fondo sono determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o con decreto del Ministro delegato, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministero dello sviluppo economico.
Inviato: 5 Anni 9 Mesi fa da vitus #247
Avatar di vitus
Bello l'accordo fra le associazioni dei consumatori e Costa Crociere! Sopratutto per Costa! Un accordo del genere può essere interessante per tutti quelli che non si sono fatti un graffio, si sono magari divertiti per l'avventura, dormono la notte, ripartirebbero per una crociera domani mattina... Peccato che molti danni di natura psichica possono essere lungolatenti, tante persone avranno subito lesioni di varia entità, avranno perso telecamere, pc, tablet, gioielli, abiti magari costosi. Naturale che Costa sia ben disposta a pagare entro 7 giorni pur di chiudere!!! Ma sapete quanto rischierebbe di dover pagare in più??? Contenti loro....

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