Da Ponte ha chiesto il giudizio abbreviato.

GROSSETO. Robert Moore Da Ponte ha chiesto un procedimento con il rito abbreviato davanti al gup di Firenze. M.B. ha fatto invece istanza di patteggiamento così come A.C., che in alternativa è pronto comunque a un giudizio abbreviato. L’unico grossetano che sicuramente affronterà il dibattimento davanti al Tribunale di piazza Albegna-Fabbrini è il maggiore della guardia di finanza M.S.. A poco meno di un mese dalla data fissata per il giudizio immediato (6 febbraio), iniziano a delinearsi le posizioni dei principali sospettati per la presunta associazione per delinquere a carattere transnazionale finalizzata all’attività finanziaria abusiva di raccolta di risparmi, un’inchiesta della Procura distrettuale che ha portato con sé anche la contestazione di reati diversi e minori.

Nessuno di coloro che ha presentato richiesta di rito alternativo ha ancora ricevuto assenso, ma a questo punto è più che verosimile che non tutti i tredici imputati si presenteranno a Grosseto. Nell’ambito dell’attività associativa, M.B. (con L.D.) deve rispondere delle operazioni effettuate in qualità di promotore finanziario abusivo (oltre 300 clienti). Dal 2011, anche l’avvocato A.C. sarebbe stato «organico» all’associazione, procurando tre clienti investitori per somme non inferiori a 130mila euro, presentati a Da Ponte e per i quali avrebbe ricevuto una provvigione del 2%. Avrebbe poi procurato informazioni riservate tramite le banche dati della polizia di stato (è imputato anche il fratello F.C.) e della guardia di finanza (con M.S.). Avrebbe procurato poi, attraverso il maggiore delle fiamme gialle, le prestazioni di hacker dell’esperta di informatica M.O. al fine di creare documentazione contabile falsa apparentemente riconducibile alla Bnl con cui assicurare liquidità alla Rothsinvest Asset Management Ag e con cui far fronte ai rimborsi e pagare gli interessi dei clienti. Deve rispondere anche delle false garanzie bancarie da scontare in Falcon Bank che avrebbe procurato a Moore attraverso un certo «ingegner Mongarli». A questi - titolare di brevetti da sviluppare con una linea di credito - sarebbe stata riferita una fidejussione da 10milioni di euro, Contestata anche l’attività finanziaria abusiva. Le informazioni riservate (sull’ex calciatore R.S.) A.C. le avrebbe ricevute agendo su M.S. dietro un compenso ricevuto da A.T.; questi le avrebbe girate a clienti Rothsinvest che operavano in Svizzera e che erano finanziatori di Da Ponte. Altre informazioni sarebbero state prese grazie all’agente della polstrada F.C.. A.C. e T. avrebbero infine organizzato alla Bnl di Roma un incontro tra un funzionario della Falcon, accompagnato da Da Ponte, e falsi funzionari Bnl (che sarebbero stati reclutati per l’occasione da S.A.) per rassicurare i rappresentanti della banca elvetica su veridicità e serietà. La Falcon sarebbe quindi stata ingannata e aveva erogato 7 milioni di euro a sconto della fidejussione emessa in favore della Rothsinvest: il denaro sarebbe stato ripartito tra di loro (e con P.P.) e destinato a proseguire l’attività criminosa. Nel procedimento sono imputati anche S.T. e P.B., promotori finanziari.

Pierluigi Sposato



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