Tirocini pagati ai giovani negli studi professionali

FIRENZE. Fine del regime dei tirocini obbligatori, abilitanti alla professione, e non retribuiti: il nuovo accordo siglato ieri mattina fra Regione e 37, fra ordini e associazioni professionali della Toscana, stabilisce da subito, l'obbligo di una retribuzione mensile lorda, per ciascun tirocinante, pari ad almeno 500 euro, circa cioè 400 euro di retribuzione netta. Così come per gli altri stage e tirocini, validi per il settore privato, e avviati già da un anno grazie al progetto Giovani Sì, la cifra è ripartita con 300 euro messe a disposizione dalla Regione, e, minimo 200, corrisposte dal datore di lavoro.

Oltre alla parte riguardante i tirocini obbligatori, che devono essere necessariamente sostenuti per esercitare la professione una volta conseguito il titolo di studio, la nuova intesa è chiamata a regolare anche i tirocini non obbligatori, ed extra-curricolari, al di fuori cioè del percorso di studi universitario, che possono però ugualmente rappresentare una valida forma di avvicinamento alla professione: le modalità di erogazione del contributo regionale - 12 mesi di durata massima, ed età compresa del tirocinante fra i 18 e i 32 anni - rimangono identiche, anche in questo caso, a quelle riguardanti i tirocini obbligatori. Per entrambi i tipi di tirocinio, soggetti disabili e svantaggiati possono contare su un contributo regionale pari a 500 euro mensili. Il nuovo protocollo è stato firmato dai rappresentati regionali degli ordini dei medici, avvocati, dottori commercialisti, geologi, ingegneri, architetti, periti agrari e industriali, chimici, dottori agronomi e forestali, psicologi, assistenti sociali, ostetrici e medici veterinari; a sottoscrivere il nuovo patto, che rende vincolante il rispetto delle nuove prescrizioni per tutti gli appartenenti agli ordini e federazioni firmatarie, anche, fra le altre, le associazioni di dietisti, igienisti dentali, logopedisti, fisioterapisti e podologi. «L’accordo - ha spiegato il presidente della Regione Enrico Rossi - vuole contribuire a dare un po’ più di serenità a tutti i professionisti toscani che attivano nuovi tirocini; e offre una seria opportunità ai nostri giovani per poter entrare più facilmente nel mondo del lavoro, una volta finiti gli studi». Rossi, che ha sottolineato come il prossimo passaggio riguarderà la regolamentazione di tutti i tirocini curriculari, previsti all'interno di lauree triennali, specialistiche, e dei corsi di specializzazione post-laurea, ha ricordato l'entità dello sforzo economico, sin qui sostenuto dalla Regione, a sostegno del comparto stage e tirocini del progetto Giovani Sì: «dedichiamo -ha detto - fra i 50 e i 60 milioni di euro ogni anno, destinati alla sola autonomia lavorativa dei giovani; un progetto, quello di Giovani Sì - ha continuato - che nei fatti sta dimostrando tutta la sua validità nel riuscire ad abbattere il muro che separa i giovani dal lavoro: a fronte di 2500 tirocini già avviati in un anno, il 43% di questi si è trasformato, al termine del periodo dello stage, in un contratto di lavoro, per la metà dei casi, a tempo indeterminato».

Gabriele Firmani



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