Tesoro degli evasori in Svizzera, nessuno reclama i milioni spariti.

FIRENZE. Le indagini sugli oltre 250 milioni di euro spartiti dopo essere transitati da conti bancari della Svizzera, e raccolti da centinaia di investitori italiani presso la finanziaria Rothinvest proseguono: ma a distanza di una settimana da arresti e perquisizioni a carico dei gestori della società, nessuno dei clienti sta facendo richiesta di restituzione del denaro affidato. La circostanza viene rilevata con una certa curiosità da procura di Firenze e carabinieri del Ros.

Secondo quanto emerge, finora nessuno dei clienti italiani (500 solo in Toscana), si è presentato alla procura di Firenze o al Ros dei carabinieri per sapere che fine ha fatto il denaro affidato con la promessa di interessi annui tra il 9 e il 10%. I soldi erano stati affidati ai responsabili della Rothinvest, quattro dei quali sono stati arrestati per associazione a delinquere finalizzata all'esercizio abusivo della raccolta del risparmio, mentre resta ancora irreperibile il capo dell'organizzazione, l'americano con base in Maremma R.D.P., su cui pende un mandato di cattura. D.P. è uno dei cinque direttori generali della Rothsinvest Asset Management, società svizzera di investimenti che gestisce anche i beni personali dei banchieri Rothschild. Spendendo questi rapporti, D.P., che teneva la 'cassa' della pur meno blasonata Rothinvest, - società non autorizzata alla raccolta del credito -, si era reso credibile in Italia per una rete di centinaia di investitori dei quali al momento, però, non c'è traccia. Oltre ad interessi vantaggiosi, i professionisti di Rothinvest garantivano ai clienti l'anonimato rispetto al fisco italiano. E comunque i pm di Firenze stanno indagando anche per truffa. Gli inquirenti stanno identificando i numerosi clienti della Rothinvest anche attraverso l'esame dei contratti sequestrati durante le perquisizioni fatte nei giorni scorsi ai professionisti arrestati: S.A., 40 anni di Tradate (Varese) domiciliato a Teano (Caserta); A.T., 41 anni di Palermo, abitante a Cassina dè Pecchi (Milano); M.B., 58 anni, di Follonica; S.T., 63 anni di Roma. Insieme a D.P. sono tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata all'esercizio abusivo della raccolta del risparmio poichè la Rothinvest non risulta autorizzata ad esercitare in Italia questo tipo di attività.



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