La decisione di un giudice fiorentino apre nuove possibilità per entrambi i genitori che risiedono in comuni diversi.

I genitori sono divorziati e abitano in comuni diversi. Il giudice del tribunale di Firenze Domenico Paparo ha stabilito l´affidamento condiviso del loro figlio, un bambino di 11 anni, e ha aggiunto qualcosa in più: il bambino, che vivrà metà dei giorni dell´anno con il padre e metà con la madre, avrà domicilio presso entrambi i genitori. Cioè avrà un doppio domicilio anagrafico.

Si tratta di una importante novità, spiega il legale del padre, avvocato Jacopo Tozzi. A suo giudizio, il provvedimento del giudice «è destinato a fare da apripista ad altre decisioni del genere nei sempre più numerosi casi di affidamento condiviso dei figli minorenni e rafforza il concetto di pari responsabilità genitoriale: non esiste più un genitore presso cui il ragazzo risiede e abita prevalentemente e un altro genitore considerato "esterno", che dovrà esercitare i diritti-doveri di frequentazione con la prole. Con la doppia domiciliazione le case dei figli sono ufficialmente due, quella di mamma e quella di papà». Il giudice Paparo scrive nel suo provvedimento che grazie alla doppia domiciliazione il bambino potrà eventualmente «utilizzare opportunità estive organizzate dai due Comuni», cioè usufruire dei centri estivi dei due Comuni. Secondo l´avvocato Tozzi , gli effetti saranno più vasti. L´avvocato (che parla forse impropriamente di doppia residenza, visto che la residenza anagrafica non può che essere unica) ritiene che il provvedimento «consentirà ai genitori, a differenza di quanto avvenuto finora, di accedere ad agevolazioni fiscali, a contributi, a sovvenzioni pubbliche, in quanto il figlio risulterà anche nello stato di famiglia di entrambi, documento fondamentale per esempio per il calcolo dell´Isee (Indicatore della situazione economia equivalente)». «Anche le comunicazioni sul ragazzo dovranno essere inviate a tutti e due gli indirizzi», e in tal modo entrambi i genitori potranno essere ugualmente informati sulle questioni inerenti il bambino. A giudizio dell´avvocato Tozzi, il provvedimento anticipa i contenuti e lo spirito del disegno di legge parlamentare 957 che mira a stabilire «una vera e propria parità fra i genitori». Il legale ritiene che il doppio domicilio possa anche rappresentare «uno strumento per impedire o scoraggiare gli atteggiamenti ostruzionistici del genitore presso il quale il ragazzo vive nei confronti dell´altro genitore». La senatrice Donatella Poretti (Radicali - Pd) considera il provvedimento del tribunale di Firenze un ottimo suggerimento per superare alcuni problemi. «Il numero dei componenti del nucleo familiare è fondamentale - spiega - in prossimità della scadenza della denuncia dei redditi e ogniqualvolta occorre la dichiarazione Isee per accedere a una serie di agevolazioni, come sconti sui servizi sanitari e assistenziali nonché su servizi comunali (asili nido, centri estivi), riduzione del 50% o esenzione totale dal pagamento del canone telefonico, tariffe ridotte su energia, gas, acqua, assegno di maternità, prestazioni scolastiche (libri, mense e borse di studio), abbattimento delle tasse universitarie. Cosa succede nel caso di genitori che vivono separati e che grazie alla legge 54 del 2006 hanno l´affido condiviso del figlio? Oggi il nucleo familiare è calcolato in base alla residenza, e quindi uno solo dei genitori, quello presso cui il figlio ha la residenza anagrafica, può inserirlo nel nucleo familiare e godere, eventualmente, dei vantaggi economici di un coefficiente Isee ridotto a tutto discapito dell´altro, nonostante il principio dell´istituto dell´affido condiviso». Il doppio domicilio anagrafico, secondo la senatrice, potrebbe risolvere questo squilibrio. (f.s.)



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