Nessuna sentenza, basta l’accordo. Ecco come funziona il procedimento che in alcuni casi è perfino obbligatorio

GROSSETO. Per delineare il ruolo del mediatore bisogna immaginare una figura a metà tra il giudice e l’amministratore di condominio. Nell’ambito delle controversie civili e commerciali, comprese le liti tra imprese o tra queste e i consumatori, il mediatore non ha il potere di “sentenziare” torto e ragione ma cerca un accordo soddisfacente per entrambe le parti. Il ricorso alla mediazione è obbligatorio per legge nei casi di contratti assicurativi, bancari e finanziari; danni provocati dalla responsabilità medica o dalla diffamazione; diritti reali (proprietà, usufrutto, superficie); patti di famiglia, divisione dei beni; comodato, locazione o affitto d’aziende. Se le dispute riguardano altre casistiche, il giudice può sollecitare un preventivo “filtro” davanti al mediatore o una delle due parti può presentare istanza.

Per avviare il procedimento occorrono dai 40 ai 9.200 euro per ciascuna parte a seconda del valore economico della lite, con una forbice che varia dai pochi spiccioli agli oltre 5 milioni di euro. Qualora risulti impossibile determinarlo o vi sia tra i contendenti una notevole divergenza sulla stima, l’organismo di mediazione può stabilirlo “motu proprio” ma solo fino al limite di 250mila euro. La designazione del mediatore tra i nominativi inseriti negli appositi elenchi avviene in base alle competenze specifiche (laurea, corsi di aggiornamento, cv), all’esperienza e alle schede di valutazione compilate sul suo operato. Le parti possono decidere congiuntamente da chi farsi “pacificare” ma se ciò non avviene è il responsabile della Camera di conciliazione a individuare la figura adatta. Chiunque sia chiamato a svolgere il ruolo di mediatore è tenuto a firmare una dichiarazione di imparzialità e indipendenza. Inoltre, insieme agli altri soggetti, dovrà sottoscriverne un’altra che impone la riservatezza degli atti (vietate le registrazioni degli incontri e, ovviamente, la divulgazione dei contenuti). Se ciò non bastasse, esiste anche un codice etico che pianta numerosi paletti: rifiuto della nomina o sospensione del procedimento se emergano elementi che gli impediscano di mantenere un atteggiamento neutrale; non esercitare pressione sulle parti e declinare compensi o incarichi professionali se non sia trascorso almeno un anno dalla mediazione. Una volta depositata la domanda in segreteria, il responsabile fisserà la data del primo incontro entro 15 giorni; le parti possono partecipare personalmente o con rappresentanti delegati. L’alternativa è avvalersi del servizio telematico accessibile dal sito www.gr.camcom.it. Il mediatore, che può avvalersi di consulenti tecnici, può sentire i soggetti in conflitto sia congiuntamente che separatamente. Quando l’accordo non viene raggiunto può formulare la proposta di conciliazione alla quale dovrà essere data una risposta scritta entro 7 giorni. Se questa viene rifiutata da una o entrambe le parti e queste volessero ricorrere successivamente alla giustizia ordinaria, non potranno utilizzare nessun atto, informazione o testimonianza inerente al procedimento di mediazione. (l.s.)

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Inviato: 5 Anni 10 Mesi fa da Susy66 #122
Avatar di Susy66
Buona sera.
Volevo esprimere una mia considerazione che nasce da una esperienza diretta. Sono di Grosseto, preferisco rimanere anonima ma solo per questioni di privacy.
Da circa un anno sono in contenzioso per questioni immobiliari, non scendo nei particolari perchè non pertinenti con quello che voglio dire. Premetto che per il mio lavoro ho spesso a che fare con la giustizia, diciamo così.
All'inizio del mese sono stata convocata alla camera di conciliazione per tentare una mediazione, la mia prima volta. Il mio avvocato mi ha spiegato quello che già sapevo sulle conseguenze della mancata partecipazione eccetera eccetera. Ho partecipato, versando la mia quota, non nascondo su mia precisa insistenza dato che l'avvocato si è sempre mostrato piuttosto scettico.
Devo dire che sono rimasta davvero molto delusa. Avevo trovato su internet molti video di simulazioni che avevo cercato per farmi un'idea di come si sarebbe svolta la cosa. Nella realtà, mi dispiace dirlo, è solo una perdita di tempo e danaro.
Non solo non è stata tentata alcuna conciliazione da parte del mediatore, ma il tutto si è risolto in cinque minuti con la sottoscrizione di un verbale di mancata conciliazione che naturalmente era scontata dato che stavamo discutendo già da mesi con i rispettivi avvocati (e figuriamoci se in cinque minuti trovavamo un accordo)!!
Quello che mi chiedo è come mai le cose in teoria dovrebbero funzionare in un certo modo e poi nella realtà funzionano sempre in modo diverso? Concedo il beneficio del dubbio nel senso che su una singola esperienza non si possono trarre conclusioni affrettate. Ma da quello che ho potuto leggere sui giornali e sentito dire, questa tanto propagandata mediazione funziona dappertutto così, senza cioè che il mediatore abbia un ruolo attivo forse anche perhè messo nell'impossibilità di averlo questo ruolo attivo proprio dalle parti e dai loro avvocati.
Così adesso sarò citata ugualmente in giudizio. Così è una presa in giro e proprio non funziona!
Inviato: 5 Anni 10 Mesi fa da Giuseppe #123
Avatar di Giuseppe
Susy, ho letto con interesse la tua esperienza. Non sapevo su youtube si potessero trovare dei video sulla mediazione, se ne trovano molti anche se alcuni sono precedenti addirittura alla legge, forse si riferiscono a qualcosa di diverso. Nel mondo anglosassone gli arbitrati sono diffusissimi, da loro hanno sempre funzionato, perché da noi sembrerebbe di no? Quali sono le differenze?



Inviato: 5 Anni 10 Mesi fa da Anonimi #124
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A me sembra una buona cosa

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