Un organismo di conciliazione per l’Amiata

ARCIDOSSO. Un Organismo di Conciliazione per l’Amiata. E’ quanto viene proposto come discussione in un prossimo consiglio comunale dal capogruppo dell’opposizione al Comune di Arcidosso Michele Nannetti. La proposta prende l’avvio dal decreto legislativo n. 18 ottobre 2010 n. 180 con il quale il Ministero di Grazie e Giustizia ha dettato le coordinate ed i requisiti necessari per la formazione ed il riconoscimento di Organismi di mediazione, siano essi pubblici o privati. “Un Istituto inserito nel nostro sistema - sostiene Nannetti - per deflazionare il carico giudiziario, attraverso cioè un tentativo obbligatorio di conciliazione in sede extra-giudiziale che le parti tra cui è insorta una questione devono provare a fare prima di potersi rivolgere alla Autorità Giudiziaria”.

Le materie di competenza di questo Organismo sono molteplici: condominio (a partire dal 20 marzo 2012), diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di azienda, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti (a partire dal 20 marzo 2012), risarcimento del danno derivante da responsabilità medica, risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa o altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari. In sostanza, dall’analisi fatta dall’esponente politico risulta che “in tutto il Monte Amiata non esiste ancora nessun organismo di conciliazione, né pubblico né privato e pertanto il cittadino deve spostarsi come minimo su Siena o su Grosseto per reperirne uno, cosicché la formazione di uno nella nostra zona consentirebbe anche un risparmio per gli utenti, cosa molto utile in questo periodo di crisi economica”. Un altro aspetto molto interessante è che il costo per la formazione del citato Organismo pubblico di conciliazione sarebbe pari a zero, visto che gli enti pubblici Comunali, sia singolarmente che in veste di Unione, possiedono già i presupposti per poterlo costituire. Il consiglio che Nannetti dà alle pubbliche amministrazioni è quello di “seguire le istruzioni di cui al citato d.lgs 180/2010 (rintracciabili sul sito internet: www.giustizia.it) per formulare la richiesta di riconoscimento al competente ufficio del Ministero di Grazia e Giustizia ed essere così iscritti nell’apposito elenco”. La cultura della mediazione e della conciliazione come mezzo di risoluzione dei conflitti è una metodologia già nota da decenni nei paesi anglosassoni, statunitensi ed addirittura africani e il fatto che anche lo Stato Italiano abbia previsto questa opportunità, per Nannetti, “stimolerebbe la diffusione locale, anche a livello culturale soprattutto nelle nuove generazioni, dello spirito di conciliare come sistema alternativo ai procedimenti giudiziari per sanare le controversie”. Da qui nasce la proposta dei consiglieri di opposizione del Comune di Arcidosso di discutere questo argomento in un prossimo Consiglio Comunale per consentire al Comune di Arcidosso “di rendersi promotore e pilota verso gli altri Enti pubblici locali per la costituzione di un Organismo pubblico di conciliazione”.

Adriano Crescenzi

Argomenti correlati:

Inviato: 5 Anni 10 Mesi fa da Susy66 #122
Avatar di Susy66
Buona sera.
Volevo esprimere una mia considerazione che nasce da una esperienza diretta. Sono di Grosseto, preferisco rimanere anonima ma solo per questioni di privacy.
Da circa un anno sono in contenzioso per questioni immobiliari, non scendo nei particolari perchè non pertinenti con quello che voglio dire. Premetto che per il mio lavoro ho spesso a che fare con la giustizia, diciamo così.
All'inizio del mese sono stata convocata alla camera di conciliazione per tentare una mediazione, la mia prima volta. Il mio avvocato mi ha spiegato quello che già sapevo sulle conseguenze della mancata partecipazione eccetera eccetera. Ho partecipato, versando la mia quota, non nascondo su mia precisa insistenza dato che l'avvocato si è sempre mostrato piuttosto scettico.
Devo dire che sono rimasta davvero molto delusa. Avevo trovato su internet molti video di simulazioni che avevo cercato per farmi un'idea di come si sarebbe svolta la cosa. Nella realtà, mi dispiace dirlo, è solo una perdita di tempo e danaro.
Non solo non è stata tentata alcuna conciliazione da parte del mediatore, ma il tutto si è risolto in cinque minuti con la sottoscrizione di un verbale di mancata conciliazione che naturalmente era scontata dato che stavamo discutendo già da mesi con i rispettivi avvocati (e figuriamoci se in cinque minuti trovavamo un accordo)!!
Quello che mi chiedo è come mai le cose in teoria dovrebbero funzionare in un certo modo e poi nella realtà funzionano sempre in modo diverso? Concedo il beneficio del dubbio nel senso che su una singola esperienza non si possono trarre conclusioni affrettate. Ma da quello che ho potuto leggere sui giornali e sentito dire, questa tanto propagandata mediazione funziona dappertutto così, senza cioè che il mediatore abbia un ruolo attivo forse anche perhè messo nell'impossibilità di averlo questo ruolo attivo proprio dalle parti e dai loro avvocati.
Così adesso sarò citata ugualmente in giudizio. Così è una presa in giro e proprio non funziona!
Inviato: 5 Anni 10 Mesi fa da Giuseppe #123
Avatar di Giuseppe
Susy, ho letto con interesse la tua esperienza. Non sapevo su youtube si potessero trovare dei video sulla mediazione, se ne trovano molti anche se alcuni sono precedenti addirittura alla legge, forse si riferiscono a qualcosa di diverso. Nel mondo anglosassone gli arbitrati sono diffusissimi, da loro hanno sempre funzionato, perché da noi sembrerebbe di no? Quali sono le differenze?



Inviato: 5 Anni 10 Mesi fa da Anonimi #124
Avatar di Anonimi
A me sembra una buona cosa

Informazioni aggiuntive