Richiesta di rinvio a giudizio per gli otto indagati entro la fine di gennaio. Verusio: “Schettino governava la nave come fosse un gommone".

GROSSETO. Erano le 21.45 di venerdì 13 gennaio 2012. Una data che nessuno dimenticherà mai. Oggi è l’anniversario del naufragio della nave da crociera Costa Concordia, una delle più gravi sciagure marittime della storia italiana, in cui persero la vita 32 persone e altre 110 rimasero ferite. A causare il naufragio, secondo la Procura, la volontà del comandante Francesco Schettino di passare sotto costa per fare il cosiddetto “inchino”, cioè il saluto agli abitanti dell’isola, come da tradizione in tante navi da crociera. La Concordia passò da 0,28 mi - glia marine della costa, circa 518 metri. Lo scafo iniziò a imbarcare acqua e a bordo si verificò il black out. Una notte da incubo per i naufraghi e per gli abitanti dell’isola. L’inchiesta prese il via poche ore dopo.

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«Le lesioni? Colpa soltanto dei passeggeri».

ISOLA DEL GIGLIO. I danni alla nave e le lesioni alle persone sono colpa dei passeggeri della Concordia, sostiene la Carnival Corporation, la società statunitense proprietaria di Costa Crociere. Anche se la Costa, in serata, ha fatto sapere di essere «Sorpresa e sconcertata dalle dichiarazioni dell'avvocato che parlano di comportamenti negligenti dei passeggeri». Certo con questa le abbiamo sentite tutte. La compagnia con sede a Miami ha depositato nelle cancellerie della Corte della California, dove è stata citata in giudizio da alcuni naufraghi, dei documenti in cui accusa gli stessi passeggeri di «comportanti negligenti o disattenti che furono concausa, se non l’unica causa, per le presunte lesioni e i danni» che si sono verificati la notte del disastro.

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Inceneritore, il futuro è nelle mani del Tar. Attese e angosce per la sentenza sul ricorso.

Il futuro dell’inceneritore è ancora una volta nelle mani dei giudici del Tar. In ballo c’è la concessione (o meno) della sospensiva alle nuove autorizzazioni rilasciate dalla Provincia all’impianto di incenerimento di Scarlino, contro cui sia il Comune di Follonica sia gli ambientalisti hanno presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale contestando una serie di presunte irregolarità: l’udienza è fissata per martedì e potrebbe premiare gli sforzi dell’amministrazione follonichese e dei comitati concedendo quindi la sospensione dell’efficacia dei nuovi permessi rilasciati dalla Provincia e quindi imponendo lo stop immediato dell’impianto, appena rientrato in funzione, oppure lasciare che i forni dell’inceneritore continuino a bruciare in attesa della discussione di merito che prenderà in esame i ricorsi esaminando tutta la documentazione presentata dalle parti.

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