Concordia, il 15 aprile l’udienza preliminare. Prima il patteggiamento di Costa Crociere

GROSSETO. Altro che “aprile dolce dormire”. A Grosseto sarà un mese di fuoco con i primi passi del lungo iter giudiziario sulla tragedia della Costa Concordia. Lunedì 15 aprile, infatti, il Teatro Moderno ospiterà la prima udienza preliminare per decidere sulla sorte delle sei persone per le quali la Procura di Grosseto ha chiesto al Gup Pietro Molino il rinvio a giudizio. Si tratta dell’ex comandante Francesco Schettino, degli ufficiali di plancia Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, del timoniere indonesiano Jacob Rusli, del manager Roberto Ferrarini e dell’hotel director Manrico Giampedroni, l’eroe poi finito indagato.

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Naufragio Concordia: “Responsabilità smisurata, processate Schettino”

GROSSETO. Sono 6 le persone per le quali la Procura di Grosseto ha chiesto il rinvio a giudizio al gup Pietro Molino, per il naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio il 13 gennaio 2012. La notizia è stata ufficializzata ieri. Per il comandante Francesco Schettino viene chiesto il processo per omicidio colposo plurimo, naufragio, lesioni colpose e abbandono di nave, mentre viene chiesta l’archiviazione per distruzione dell’ambiente. Chiesto il rinvio a giudizio anche per il timoniere indonesiano Jacob Rusli, il manager Costa Roberto Ferrarini, l’hotel director Manrico Giampedroni e due ufficiali di plancia Ciro Ambrosio e Silvia Coronica. Gli avvisi di conclusione indagini erano stati inviati a otto persone. Le parti offese verranno avvisate con un video su You Tube, che si chiamerà “Uffici Giudiziari Grosseto - Processo Costa Concordia”.

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Costa Concordia. Ieri incontro con naufraghi e avvocati per fare il punto sulla “class action”. Il Codacons: “Chiederemo il blocco di tutte le navi da crociera nel nostro paese”

ROMA “Abbiamo scoperto dagli audio inediti che abbiamo ascoltato oggi che non ci sono controlli seri sulle navi da crociera nel nostro paese. Vengono aggiustati, fatti come vuole il costruttore, come vuole l’armatore e questo è gravissimo, perchè migliaia e migliaia di italiani vanno in mare a rischio della vita. Abbiamo visto porte stagne che sono dei colabrodo, boccole che non funzionano, ma che si mandano in mare lo stesso. Noi chiederemo il blocco di tutte le navi da crociera nel nostro paese”. Questa la posizione del Codacons, espressa tramite l’avvocato Carlo Rienzi, a seguito della scoperta di nuovi importanti elementi raccolti nell’ambito delle indagini sul naufragio della Costa Concordia. Per rendere noti questi sviluppi e fare il punto della situazione relativamente alla class action avviata presso la Corte di Miami in Florida, il Codacons, in collaborazione con gli studi legali americani Proner & Proner e Napoli Bern Ripka Shkolnik & Associates, ha promosso ieri un incontro con i naufraghi, i legali e la stampa. “Con questa azione - dichiara Rienzi - abbiamo dato un materiale enorme alla giustizia, noi il risultato l’abbiamo già ottenuto, perché la nostra è una battaglia di sicurezza.

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