Tragedia al Giglio. Schettino a giudizio. Processo il 9 luglio

GROSSETO. Rinvio a giudizio per il comandante Francesco Schettino imputato nel processo per il naufragio della Costa Concordia al Giglio, nella notte del 13 gennaio 2012. Nell'incidente morirono 30 persone e due risultano ancora disperse. L'udienza è stata fissata al prossimo 9 luglio presso l'aula ricavata nel teatro Moderno dove finora si è tenuta l'udienza preliminare. Il giudice per l'udienza preliminare Pietro Molino ha rigettato la richiesta di nuove perizie fatte dalla difesa del comandante. Secondo il gup le richieste di integrazione all'incidente probatorio sono "irrituali e superfine vertendo su terni già oggetto di ampia analisi nell'incidente probatorio". Molino ha anche revocato la misura dell'obbligo di soggiorno a Meta di Sorrento per il comandante, "tenuto conto del corretto comportamento tenuto fino a questo momento".

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Verusio: «Schettino unico responsabile. Gli altri trascinati da lui»

Fischi. Gesti di disapprovazione. Che non hanno scalfito minimamente il pool di magistrati, capitanati da Francesco Verusio, che hanno tenuto la barra a dritta. Fin dai primi giorni del post-naufragio la Procura ha lavorato per far emergere chiaramente le responsabilità del comandante che, nella sciagurata manovra di avvicinamento al Giglio, portò una ve con oltre 4mila persone a bordo a collidere con uno scoglio. Anche quando dalle registrazioni della scatola nera emerse che il timoniere Jacob Rusli sbagliò manovra. Nemmeno questo ha fatto vacillare l’accusa. «La nave sarebbe andata comunque sugli scogli — ha sempre detto Verusio — e la colpa è solo ed esclusivamente di Schettino». Va letta così, infatti, la decisione della Procura di dare l’assenso alle richieste di patteggiamento (pene lievi, per la verità) degli altri imputati. Ma Schettino no. Guai a parlare di patteggiamento per Capitan Inchino.

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Negato il patteggiamento a Schettino

GROSSETO. Ripresa a Grosseto l'udienza preliminare del procedimento per la tragedia della Costa Concordia. L'ex comandante Schettino è accusato di naufragio, omicidio plurimo e lesioni plurime colpose, di abbandono di nave e di abbandono di persone incapaci a bordo. Gli altri indagati sono gli ufficiali Ciro Ambrosio e Silvia Coronica, il timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin per naufragio colposo, omicidi colposi, lesioni colpose, l'hotel director Manrico Giampedroni per omicidi plurimi e lesioni plurime colpose, e il coordinatore dell'unità di crisi di Costa Crociere, Roberto Ferrarini, accusato di aver fornito false informazioni durante la gestione dell'emergenza a terra.

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