L'esercizio del diritto di sopraelevazione non necessità di alcun riconoscimento da parte degli altri condomini

La facoltà di sopraelevare spetta ex lege al proprietario dell'ultimo piano dell'edificio o al proprietario esclusivo del lastricato solare, salve le limitazioni di cui al secondo e terzo comma dell'art. 1127 c.c. ed il suo esercizio non necessita di alcun riconoscimento da parte degli altri condomini, ma può soltanto essere vietato in forza di un'espressa pattuizione, costitutiva di una servitù assimilabile a quella non aedificandi.

Trib. Milano Sez. XIII, Sent., 15-06-2012

La sentenza per esteso:

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Ordinario di Milano - Sezione XIII Civile, in composizione monocratica, nella persona della Dott.ssa Caterina Spinnler, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa r.g.n. 391/2011, promossa da:

C.T. , rappresentata e difesa dagli avv.ti Alfredo Trotta e Massimiliano Cattano ed elettivamente domiciliata presso lo studio in Milano, largo Augusto n. 3, attrice

Contro

Condominio di via B. n. 10 a M., convenuto contumace

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Il notaio C.T., sulla premessa di essere proprietaria di un appartamento nel condominio di M., via B. n. 10, nonchè della quota di 1/3 indivisa di parte del sottotetto del medesimo edificio e di avere depositato in data 15.12.2008 DIA n. 978669/2008 per il recupero abitativo del sottotetto, ha impugnato la delibera assunta dall'assemblea condominiale in data 9.12.2010, con la quale non era stata autorizzata la realizzazione delle opere sopraelevazione.

Il condominio è rimasto contumace.

E' stata respinta la richiesta di sospensione della delibera gravata.

In assenza di richieste istruttorie, all'udienza del 14.6.2012, all'esito della discussione orale, la causa è stata decisa con lettura in udienza del dispositivo e di breve motivazione, a norma del disposto di cui all'art.281 sexies c.p.c.

Assume la ricorrente che con la Delib. assunta in data 9 dicembre 2010 l'assemblea condominiale "esprimeva voto contrario alla sopraelevazione ".

In realtà l'assemblea di condominio, tenutasi in seconda convocazione in data 9.12.2010, sul seguente punto dell'ordine del giorno "Illustrazione della concessione DIA per la sistemazione del piano IV come da progetto inviato ai condomini nel mese di agosto 2010 " si è espressa a favore della sopraelevazione (336,83 millesimi contrari, 450, 71 millesimi favorevoli e 212,46 millesimi astenuti), ma con una maggioranza inferiore a quella prevista dall'art. 1136 quinto comma c.c.

Afferma l'attrice l'invalidità della delibera condominiale per non avere l'assemblea il potere di negare ai proprietari del sottotetto il diritto di sopraelevare, essendo tale diritto sancito dal disposto di cui all'art. 1127 c.c.

Per quanto sia certo che "la facoltà di sopraelevare spetta ex lege al proprietario dell'ultimo piano dell'edificio o al proprietario esclusivo del lastricato solare, salve le limitazioni di cui al secondo e terzo comma dell'art. 1127 cod. civ. ed il suo esercizio non necessita di alcun riconoscimento da parte degli altri condomini, ma può soltanto essere vietato in forza di un'espressa pattuizione, costitutiva di una servitù assimilabile a quella non aedificandi.." (cfr Cass. (...)05/1983; in senso conforme Cass. 15504/2000), ciò non comporta l'invalidità della deliberazione assembleare.

Infatti, l'assemblea era certamente competente a deliberare in ordine alla progetto di sopraelevazione alla stessa sottoposto dall'attrice, posto che, comportando la sopraelevazione interventi su parti comuni dello stabile e, più precisamente, sul tetto, e potendo tali interventi pregiudicare la statica dell'edificio, comprometterne il decoro architettonico o comportare una diminuzione dell'aria o della luce dei piani sottostanti ( art. 1127 comma 2 e 3 ), si trattava certamente di materia di competenza dell'assemblea del condominio.

Pertanto, non essendo configurabile uno sconfinamento della deliberazione impugnata oltre l'ambito di competenza dell'assemblea di condominio, deve respingersi la censura di invalidità sollevata dall'attrice.

Del resto, contrariamente all'assunto attoreo, l'assemblea non ha affatto negato al notaio T. il diritto alla sopraelevazione, avendo, invece, espresso voto favorevole, per quanto con una maggioranza inferiore a quella prevista in materia di innovazioni dall'art. 1120 comma 1 c.c.

Ulteriori motivi di invalidità della delibera non sono stati dedotti dall'attrice.

Per quanto sopra esposto deve respingersi la domanda proposta dall'attrice in via principale.

La domanda svolta in via subordinata costituisce domande nuova, irritualmente proposta con la memoria ex art. 183 VI comma n. 1 e, come tale, inammissibile.

Nulla sulle spese del giudizio essendo il condominio contumace.

P.Q.M.

Il Tribunale,in funzione di giudice unico,definitivamente decidendo, così provvede:
respinge tutte le domande proposte dall'attrice notaio C.T.;
nulla sulle spese.

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