Condotta del danneggiato e responsabilità del custode ex art. 2051 c.c.

Il caso fortuito, quale evento caratterizzato dalla imprevedibilità e repentinità, idoneo ad escludere la responsabilità del custode ex art. 2051 c.c. può essere integrato anche dal fatto di un terzo, ovvero da comportamento dello stesso danneggiato. Tale comportamento, inoltre, se di per sé non idoneo ad interrompere il nesso eziologico tra la causa del danno, costituita dalla cosa in custodia, ed il danno, può altresì integrare un concorso colposo del danneggiato ai sensi dell'art. 1227, comma primo, c.c., con conseguente diminuzione di responsabilità del danneggiante secondo la incidenza della colpa altrui.

Trib. Trento, 03/05/2012

La sentenza per esteso:

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale di Trento quale giudice monocratico, nella persona della dr.ssa Adriana De Tommaso, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile iscritta al n. 139/2011 r.g., promossa con citazione notificata il 12/1/2011 e vertente

TRA

Vittoria Assicurazioni s.p.a. in persona del procuratore speciale M.M., rappr. e dif. dall'avv. R. Gavazzi e dall'avv. R.Niccolini per delega a margine della citazione, elett. dom. presso l'avv. Niccolini in Trento;

- attrice -

CONTRO

Comune di Roverè della Luna, in persona del sindaco p.t., rappr. e dif. dall'avv. A. Divan per delega in calce alla citazione notificata, elett. dom. in Trento presso il difensore;

- convenuto -

avente ad oggetto: pagamento somma in surroga

Svolgimento del processo e motivi della decisione

A seguito di un incidente stradale occorso lungo la via Rosmini a Roverè della Luna la mattina del 26/12/2009, quando la Fiat Punto tg. (...) di proprietà di C.M.M., condotta da V.R. e assicurata con la Vittoria Assicurazioni s.p.a. era andata contro il muro di recinzione alla sua sinistra, di proprietà di C.F., danneggiandolo, insieme a delle piante di vite, l'assicuratrice del veicolo pagò al C. il danno, determinato dal perito in Euro 5.200,00. In questa sede la stessa società di assicurazioni ha agito contro il Comune di Roverè della Luna, surrogandosi al diritto del danneggiato C. dalla stessa risarcito; l'ente convenuto viene ritenuto responsabile ai sensi dell'art. 2051 c.c. in ragione dello stato ghiacciato del fondo stradale che era stato alla base del sinistro; in subordine l'attrice prospetta la responsabilità del Comune di Roverè della Luna ai sensi dell'art. 2043 c.c., ricorrendo insidia o trabocchetto stradale, data l'incuria dell'amministrazione, a seguito della quale si era formata la lastra di ghiaccio.
Il convenuto oppone che dalla dinamica del sinistro come descritta dai militi intervenuti si evince una responsabilità della conducente per eccessiva velocità e che dallo schizzo allegato al rapporto si capisce che il punto in cui è uscito il veicolo si trova parecchi metri dopo la fine della curva sinistrorsa, facendo dubitare che il ghiaccio sia stato la causa del sinistro. Tanto il convenuto afferma con riguardo alla liberazione dalla responsabilità ex art. 2051 c.c. per ricorrenza del caso fortuito, che può consistere anche nel fatto di un terzo. Contesta inoltre il convenuto la configurabilità di una responsabilità ai sensi dell'art. 2043 c.c., essendo tutt'altro che imprevedibile la presenza di ghiaccio su di una strada di campagna.
La domanda attrice è parzialmente fondata e va accolta per quanto di ragione, senz'uopo di attività istruttoria, in particolare apparendo superflue le prove orali articolate dal convenuto (che ha ancora insistito per l'ammissione in sede di precisazione delle conclusioni) come un'eventuale Ctu, apparendo sufficienti le emergenze in atti.
Quanto al sinistro indennizzato dalla Vittoria Assicurazioni al proprietario del muro rimasto danneggiato si fa necessariamente riferimento al rilevamento dei carabinieri della stazione di Mezzolombardo intervenuti sul posto; riportavano i militi che Da quanto acquisito, la conducente viaggiava in vìa Rosmini con direzione San Michele all'Adige quando, appena imboccata una curva a lei sinistrorsa, perdeva il controllo del veicolo causa fondo stradale ghiacciato e andava a sbattere contro un muro di recinzione sulla sua sinistra, per poi tornare sulla strada ribaltandosi. Si fa presente che al momento del sinistro i mezzi spargi sale del Comune non erano ancora passati. Tanto aveva in sostanza riferito la stessa conducente ai carabinieri (cfr. verbale di spontanee dichiarazioni). Lo schizzo planimetrico redatto dai militi illustra efficacemente i luoghi.
La presenza di ghiaccio sul fondo stradale fu effettivamente accertata dai carabinieri, che davano anche atto che i mezzi del Comune non erano ancora passati (si dà quindi per assodata la circostanza che normalmente l'amministrazione comunale di Roverè della Luna provvede con regolarità alla manutenzione della propria rete viaria, spargendo all'occorrenza ghiaia e sale, di cui cap. 3 del convenuto).
Tale fondo ghiacciato costituisce, secondo 1' id quod plerumque accidit, causa efficiente sufficiente a provocare lo slittamento di veicoli, impendendo la presa delle gomme sull'asfalto; è notorio che l'auto sul ghiaccio diviene senza controllo, né è possibile affermare, come il convenuto fa, che se realmente la perdita di controllo del mezzo fosse stata causata dal ghiaccio allora il veicolo avrebbe dovuto partire per la tangente verso destra (mette invece conto di rilevare che la conducente stava impegnando o aveva appena impegnato la curva a sinistra, e quindi le ruote erano girate verso sinistra, dove la macchina andò a sbattere contro il muro del C.).
In punto di diritto si rammenta l'insegnamento della Suprema Corte in tema di responsabilità degli enti proprietari di strade pubbliche: l'art. 2051 c.c., secondo cui ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito, si applica alle strade pubbliche a meno che non sia accertata in concreto l'impossibilità dell'effettiva custodia del bene, sicché detta responsabilità non rimane in modo automatico esclusa dall'estensione della rete viaria e dall'uso da parte della generalità, che costituiscono meri indici dell'impossibilità stessa (cfr. CASS. 28823/2006; CASS. 17377/2007, CASS. 24617/2007; CASS. 9546/2010). Inoltre, per situazioni di pericolo derivanti da modificazioni dello stato della cosa in tanto può essere configurato il caso fortuito esimente la responsabilità dell'ente proprietario e custode della strada, in quanto la situazione di pericolo sia stata determinata o dal fatto di un terzo, o da una repentina ed imprevedibile alterazione dello stato della cosa tale da non consentire, prima del verificarsi dell'evento dannoso, l'intervento dell'ente per rimuovere la situazione imprevedibile e straordinaria di pericolo determinatasi nonostante l'attività di controllo e la diligenza impiegata per garantire la tempestività dell'intervento (in tal senso CASS.4495/2011, CASS. 15383/2006, CASS. 7763/2007).
Orbene, nella fattispecie, alla luce dei principi surrichiamati si ravvisa la responsabilità del Comune convenuto a mente dell'art. 2051 c.c.. In primo luogo non può essere posta in dubbio la sussistenza di un potere effettivo del comune sulla strada in oggetto, facente parte del suo complesso viario e situata nel centro abitato, come riportato nel verbale dei Carabinieri accertatori; del resto è lo stesso ente convenuto a dedurre di svolgere abitualmente ivi attività di controllo e manutenzione, spargendo all'occorrenza ghiaia e sale. In secondo luogo non si può ritenere che la formazione dei ghiaccio su quella strada, nel cuore dell'inverno, fosse un fenomeno dotato di quei caratteri di imprevedibilità e repentinità tali da escludere la responsabilità del custode per l'impossibilità di farvi fronte con tempestività. Mette conto di rilevare che il sinistro si era verificato alle 9 passate di mattina, e quindi quando la circolazione doveva ritenersi già da qualche tempo iniziata, per cui non può configurarsi l'impossibilità di intervenire per rimuovere la situazione di pericolo prima che questa desse luogo ad eventi dannosi, non trattandosi di una alterazione repentina.
La rilevata responsabilità del Comune quale custode della strada teatro del sinistro non esclude peraltro la configurabilità di una responsabilità concorrente della conducente del mezzo che causò l'evento dannoso risarcito dalla Vittoria Assicurazioni.
La Suprema Corte ha ripetutamente evidenziato, da un lato, che il caso fortuito può essere anche il fatto di un terzo o il comportamento dello stesso danneggiato, e, dall'altro, che tale comportamento, se di per sé non idoneo ad interrompere il nesso eziologico tra la causa del danno, costituita dalla cosa in custodia, e il danno, può integrare un concorso colposo ai sensi dell'art. 1227 c.c. co. 1, con conseguente diminuzione di responsabilità del danneggiante secondo l'incidenza della colpa del danneggiato (CASS. 11227/2008; CASS. 10641/2002; CASS. 9546/2010).
Nella fattispecie, pur non venendo in rilievo un concorso colposo del danneggiato, il proprietario del muro e delle viti distrutti dall'auto, risulta pertinente l'applicazione del principio della configurabilità di una causa concorrente di responsabilità nella produzione dell'evento, determinatosi sia per la cosa in custodia, nelle condizioni in cui si trovava, sia per il fatto di un terzo, in questo caso la conducente dell'auto, che, pur non dotato di efficienza eziologica esclusiva, abbia esplicato il proprio effetto nella verificazione dell'evento dannoso in sinergia con la situazione pericolosa della strada.
Le conseguenze dell'impatto dell'auto sul muro del C., rappresentate nelle fotografie prodotte in atti da parte attrice, testimoniano invero la grande forza esercitata dall'autovettura, e quindi la velocità sicuramente inappropriata che la conducente teneva giacché, trattandosi di urto tra un corpo in movimento ed un corpo fermo, solo il corpo in movimento, l'auto, era in grado di determinare la modifica dello stato materiale del corpo inerte; qualora l'auto avesse proceduto a velocità contenuta, come tra l'altro imponeva la segnaletica di strada sdrucciolevole in caso di neve o pioggia, con ogni attendibilità lo slittamento provocato dal ghiaccio non avrebbe potuto produrre l'urto contro il muro con forza tale da determinarne addirittura l'abbattimento, e la distruzione anche di alcune piante retrostanti, pur considerando che la strada era in leggera discesa per il veicolo condotto dalla R.. Si ritiene pertanto configurabile nella fattispecie un concorso della R. nella produzione del sinistro, per condotta di guida non del tutto appropriata, a nulla rilevando che non le sia stata comminata alcuna contravvenzione, per valutazioni comunque non vincolanti nell'accertamento per cui è causa.
La corresponsabilità della R. si determina per una percentuale del 50%.
Tanto ritenuto sulla (cor)responsabilità del Comune, pacificamente ricorre nella fattispecie la surroga della società assicuratrice che, avendo risarcito il danno derivato dal sinistro prodotto dalla circolazione dell'autoveicolo assicurato, si surroga nelle ragioni del danneggiato nei confronti del terzo responsabile del sinistro, ai sensi dell'art. 1203 n. 3 c.c. a mente del quale la surrogazione ha luogo di diritto a vantaggio di colui che, essendo tenuto con altri o per altri al pagamento del debito, aveva interesse a soddisfarlo (non si applica l'art. 1916 c.c., che attiene alla surroga dell'assicurazione nei diritti dell'assicurato verso i terzi responsabili, che opera quando l'assicurazione abbia pagato all'assicurato).
La somma erogata da Vittoria Assicurazioni s.p.a. al proprietario del muro danneggiato dall'incidente è pari ad Euro 5.200,00, come da assegno versato in copia in atti la liquidazione è stata fatta sulla base di una dettagliata stima dei costi di ripristino tenuto conto anche del degrado d'uso. Incluso è anche il danno che era stato arrecato a delle piante di vite pure di proprietà del C..
Segue la condanna del comune al pagamento della metà della somma vista, tenuto conto della decurtazione per la responsabilità della terza conducente, da maggiorare degli interessi legali dalla liquidazione (marzo 2010).
Le spese vanno conseguentemente compensate per la metà e la restante metà, liquidata in dispositivo, si pone a carico del Comune soccombente.

P. Q. M.

Il tribunale, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da Vittoria Assicurazioni s.p.a. con atto di citazione notificato al Comune di Rovere della Luna in data 12/1/2011, disattesa ogni diversa istanza, eccezione, deduzione, condanna il Comune di Roverè della Luna a pagare a Vittoria Assicurazioni s.p.a. la somma di 2.600,00 con interessi legali dal marzo 2010; Compensa per 1/2 tra le parti le spese del giudizio e condanna il convenuto a rifondere all'attrice la restante metà delle spese stesse, liquidate in Euro 50,55 per esborsi, Euro 736,00 per diritti, Euro 500,00 per onorari, Euro 154,50 per spese generali, oltre ad IVA e CPA come per legge.

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