I criteri per la quantificazione dell’indennità di sopraelevazione ex art. 1127 comma IV c.c.

Ai sensi del primo comma dell’art. 1127 c.c. (costruzione sopra l'ultimo piano dell'edificio), “Il proprietario dell'ultimo piano dell'edificio può elevare nuovi piani o nuove fabbriche, salvo che risulti altrimenti dal titolo. La stessa facoltà spetta a chi è proprietario esclusivo del lastrico solare”.

Chi fa la sopraelevazione - precisa il quarto comma - deve corrispondere agli altri condomini un'indennità pari al valore attuale dell'area da occuparsi con la nuova fabbrica, diviso per il numero dei piani, ivi compreso quello da edificare, e detratto l'importo della quota a lui spettante.

Quando è dovuta l’indennità e come si calcola in concreto?

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La procura speciale per la presentazione della querela rilasciata in via preventiva

Il fatto oggetto del procedimento penale era ed è effettivamente di non grande rilevanza. Due ragazzi, infatti, entrati all’interno di un esercizio commerciale, tentavano di sottrarre una torcia elettrica e quattro pile stilo. Notati da un addetto alla clientela venivano fermati e gli oggetti recuperati. Tuttavia il responsabile del patrimonio aziendale per la Toscana di Unicoop Tirreno soc. Coop. A.r.l. presentava querela.

Da qui l’imputazione per tentato furto a carico dei due ragazzi “perché in concorso tra loro ed al fine di trarne profitto compivano atti idonei diretti in modo non equivoco ad impossessarsi all'interno della Coop di Follonica in danno della Unicoop Tirreno soc. Coop. A.r.l. con sede in Piombino di una torcia elettrica marca Energizer e di quattro batterie non verificandosi l'evento per cause indipendenti dalla loro volontà. In Follonica il 15.7.2006. Querela del 17.7.2006. Con la recidiva reiterata infraquinquennale per B.R.”.

La questione giuridica sottesa presenta molti spunti di riflessione.

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La condanna al pagamento di una provvisionale in caso di omicidio colposo

A seguito dell’incidente stradale avvenuto il 25 settembre 2006 il signor F.D. perdeva la vita. Il sinistro si era verificato in conseguenza del mancato rispetto della segnaletica verticale ed orizzontale di STOP da parte dell’autovettura condotta da T.F. il quale, affrontando in velocità la manovra di immissione sulla strada percorsa da F.D., andava a collidere quasi frontalmente con la vettura del ridetto F.D.. T.F. era stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio colposo.

Allo Studio si era rivolta la signora B.E., moglie di F.D., la quale intendeva partecipare attivamente nel processo penale per ottenere la condanna dell’imputato ed il ristoro del danno (ovviamente irreparabile) patito da lei e dalla figlia minore (tre anni all’epoca del fatto). Costituitasi parte civile – unitamente alla sorella B. F. ed al padre B. A. assistiti da altro Avvocato – è stato chiesto il risarcimento del danno.

In data 17 ottobre 2011, all’esito della discussione finale, la sentenza pronunciata dal Tribunale di Grosseto ha condannato il T.F. alla pena di anni 1 e mesi 4 di reclusione. Al riconoscimento della penale responsabilità è conseguita la condanna al pagamento di una provvisionale di € 40.000,00 ciascuno che, finalmente, può dirsi congrua alla gravità del caso (tenuto conto anche del precedente acconto di € 50.000,00 già versato dalla Compagnia di Assicurazione).

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