Ripartizione spese condominiali fra locatore e conduttore. Onere della prova

In tema di locazione di immobili urbani, qualora il conduttore, convenuto in giudizio per il mancato pagamento di oneri condominiali, contesti che il locatore abbia effettivamente sopportato le spese di cui chiede il rimborso o ne abbia effettuato una corretta ripartizione, incombe al locatore stesso, ai sensi dell'art. 2697 c.c., dare la prova dei fatti costitutivi del proprio diritto, i quali non si esauriscono nell'aver indirizzato la richiesta prevista dall'art. 9 della legge n. 392/1978 (Equo canone), necessaria per la costituzione in mora del conduttore e per la decorrenza del bimestre ai fini della risoluzione, ma comprendono anche l'esistenza, l'ammontare e i criteri di ripartizione del rimborso richiesto).

Trib. Milano Sez. XIII, 19/09/2011

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Usucapione delle servitù di parcheggio

Il parcheggio di autovetture costituisce manifestazione di un possesso a titolo di proprietà del suolo, non anche estrinsecazione di un potere di fatto riconducibile al contenuto di un diritto di servitù, del quale difetta la "realitas", intesa come inerenza al fondo dominante dell'utilità, così come al fondo servente del peso; pertanto, l'acquisto per usucapione della servitù di parcheggio è impedito oltre che dall'eventuale assenza delle opere richieste dall'art. 1061 cod. civ., anche dalla natura meramente personale dell'utilità.

Cass. civ. Sez. II, 07/03/2013, n. 5769

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Sentenza ex art. 281 sexies cpc e decorrenza del termine lungo d'impugnazione

Una recente sentenza della Corte d’Appello di Firenze (Sent. n. 836 del 25 maggio 2013) torna ad affrontare la questione della decorrenza del termine lungo d’impugnazione avverso le decisioni pronunciate ai sensi dell'art. 281 sexies cpc allorché il giudice, in udienza, abbia dato lettura del solo dispositivo formando e depositando la motivazione in data successiva.

Nel caso all’esame della Corte il Giudice di prime cure – fatte precisare alle parti le rispettive conclusioni – disponeva che la causa fosse decisa ai sensi dell’art. 281 sexies cpc rinviando la causa ad altra udienza “… per la decisione e lettura del dispositivo”.

A quell’udienza il Giudice dava lettura del solo dispositivo. Si legge testualmente: “IL GIUDICE, legge il dispositivo". Segue la firma.

La sentenza completa della parte motiva veniva depositata dal Giudice a distanza di cinque mesi nelle forme di cui all’art. 133 cpc e l’attore – in difetto di notifica della stessa ai fini del passaggio in giudicato – l’appellava nei termini di cui all’art. 327 cpc considerando come data di deposito quella comunicata dalla cancelleria. Il Giudice, di fatto, all’udienza di discussione aveva deciso la causa "riservandosi" il deposito dei motivi, deposito avvenuto a distanza di mesi nelle forme “ordinarie” di cui all’art. 133 cpc.

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