Autovelox, Telelaser, Tutor

Autovelox, Telelaser, Tutor

Documento PDF - 53 pagine - Anno 2012 - Pubblicato da Avv. Claudio De Stasio

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Autovelox, Telelaser, Tutor, sono tutti dispositivi elettronici che consentono alle Forze dell’Ordine il rilevamento e l'attestazione della velocità di un veicolo ai fini della eventuale contestazione dell'eccesso di velocità (art. 142 CdS). Tali dispositivi, sempre più sofisticati, non hanno mai trovato il consenso degli automobilisti e i ricorsi avverso i verbali di contestazione fondati sui ridetti rilevamenti affollano da sempre i ruoli di udienza dei Giudici di Pace. I motivi di ricorso sono i più disparati e vanno dai profili di illegittimità formale del verbale di contestazione a problematiche attinenti l'omologazione delle apparecchiature, i procedimenti di taratura, la collocazione dei dispositivi stessi e la loro segnalazione sulla strada. La rassegna comprende le massime di 250 sentenze dal 1989 ad oggi. 

Estratto delle dieci sentenze più recenti inserite:

Giudice di Pace di Perugia, 23.08.2011 In materia di eccesso di velocità, la contestazione in ordine alla idoneità della fonte di prova, in sede di opposizione ex art. 205 C.d.S., onera la Pubblica Amministrazione ad integrare la documentazione sul punto, al fine di rendere non impugnabile la rilevazione elettronica. Affinché una tale rilevazione possa essere considerata inoppugnabile, invero, occorre che la documentazione del corretto funzionamento dell'autovelox venga integrata dalla Polizia Stradale.

Tribunale di Palermo, Sez. I, 11.04.2011 Il verbale di accertamento dell'infrazione al codice della strada per violazione dell'art. 142, comma 8° del D. Lgs. n. 285 del 1992, è annullabile nell'ipotesi in cui l'infrazione sia rilevata mediante l'ausilio di un apparecchio autovelox relativamente al quale non risulti apposta specifica segnaletica circa la sua collocazione. L'installazione o l'utilizzazione dei dispositivi e dei mezzi tecnici di controllo della velocità, deve essere portata a conoscenza degli utenti della strada al fine di evitare che l'effetto sorpresa possa creare situazioni di pericolo per la circolazione.

Giudice di Pace di Palermo, 25.03.2011 Incombe sull'automobilista che intenda contestare la fondatezza dell'accertamento della violazione del limite di velocità effettuato mediante apparecchiatura autovelox dimostrare la sussistenza di difetti di costruzione istallazione o funzionamento dell'apparecchiatura in parola non essendo sufficiente, in particolare, lamentare la non corretta funzionalità dell'apparecchio senza dimostrarne, in concreto, i vizi.

Cassazione Civile, Sez. VI, 13.01.2011, n. 680 In tema di sanzioni amministrative per violazione del codice della strada, la circostanza che nel verbale di contestazione di una violazione dei limiti di velocità accertata mediante "autovelox" non sia indicato se la presenza dell'apparecchio fosse stata preventivamente segnalata mediante apposito cartello non rende nullo il verbale stesso, sempre che di detta segnaletica sia stata accertata o ammessa l'esistenza. (Cassa con rinvio, Trib. Acqui Terme, 31/07/2009)

Cassazione Civile, Sez. VI, 13.01.2011, n. 680 La legittimità delle sanzioni amministrative irrogate per eccesso di velocità, accertato mediante "autovelox", è subordinata alla circostanza che la presenza della postazione fissa di rilevazione della velocità sia stata preventivamente segnalata. Ne consegue, nel caso in cui la postazione anzidetta si trovi su una strada alla quale si acceda da altra strada ad essa intersecantesi, che la preventiva segnalazione, perché possa utilmente spiegare i suoi effetti di avvertimento, deve essere posta a congrua distanza tra la predetta intersezione e la successiva postazione fissa di rilevazione della velocità, gravando sull'amministrazione l'onere di provare siffatta circostanza, ove non altrimenti risultante dal verbale di accertamento dell'infrazione. (Cassa con rinvio, Trib. Acqui Terme, 31/07/2009)

T.A.R. Lazio Roma, Sez. II ter, 02.09.2010, n. 32099 È ammissibile il gravame proposto da un'associazione rappresentativa dei diritti ed interessi dei consumatori ed utenti iscritta nel registro di cui all'art. 137 del D.Lgs. n. 206 del 2005 e nel registro di cui all'art. 7 della legge n. 383 del 2000 delle associazioni di promozione sociale avverso il silenzio diniego opposto dall'Amministrazione in ordine alla richiesta di accesso formulata dall'associazione in relazione a documenti amministrativi la cui conoscenza si rivela necessaria per la tutela, anche giurisdizionale, delle posizioni giuridiche soggettive di cittadini e consumatori. (Fattispecie relativa ad accesso della documentazione inerente il funzionamento e la gestione di apparecchiature autovelox, in relazione alle quali numerosi utenti ed automobilisti segnalavano elevazione di verbali di accertamento di violazione al codice della strada).

Corte Costituzionale, 24.06.2010, n. 223 Nel giudizio di legittimità costituzionale della L.R. 22 luglio 2009, n. 10 della Regione Campania (Regolamentazione e uso degli apparecchi di misurazione della velocità "autovelox" sulle strade di proprietà regionale), impugnata in riferimento all'art. 117, secondo comma, lett. h) e l), Cost., deve essere rigettata l'eccezione di inammissibilità della questione, sollevata dalla difesa regionale, per genericità della censura riferita all'intero testo della denunciata legge regionale, poiché il ricorso statale contiene una motivazione sintetica, ma non generica, della censura rivolta all'intera legge regionale e passa inoltre ad illustrare una serie di specifiche presunte violazioni di norme costituzionali da parte di singoli articoli della legge medesima.

Corte Costituzionale, 24.06.2010, n. 223 È costituzionalmente illegittima, per violazione dell'art. 117, secondo comma, lett. h) e l), Cost., la L.R. 22 luglio 2009, n. 10 della Regione Campania (Regolamentazione e uso degli apparecchi di misurazione della velocità "autovelox" sulle strade di proprietà regionale), poiché, nell'assetto delle competenze legislative derivante dalla riforma del Titolo V della Parte seconda della Costituzione, attuata nel 2001, la disciplina della circolazione stradale è attribuita alla competenza esclusiva dello Stato. Quanto alle disposizioni espressamente censurate dal ricorrente Presidente del Consiglio dei ministri, l'art. 2, comma 1, dell'impugnata legge regionale, che non consente l'uso repressivo degli apparecchi di misurazione della velocità, si pone in contrasto con la normativa statale (art. 142, comma 6, del D.Lgs. n. 285 del 1992), secondo cui "per la determinazione dell'osservanza dei limiti di velocità sono considerati fonti di prova le risultanze delle apparecchiature debitamente omologate"; e l'art. 5, comma 2, che dispone che "tra la segnalazione e l'"autovelox" deve esserci una distanza di quattro chilometri", contrasta con l'art. 142, comma 6-bis, dello stesso D.Lgs., per il quale le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili. Le norme impugnate e quelle che residuerebbero tendono a sostituirsi alle norme del Nuovo codice della strada aventi lo scopo di indurre gli automobilisti ad un corretto comportamento nella guida, anche al fine di sanzionare il superamento dei limiti di velocità.

Corte Costituzionale, 24.06.2010, n. 223 E' costituzionalmente illegittima la L.R. 22 luglio 2009, n. 10 della Regione Campania (Regolamentazione e uso degli apparecchi di misurazione della velocità "autovelox" sulle strade di proprietà regionale), per violazione della competenza esclusiva dello Stato ex art. 117, comma 2, Cost. in materia di circolazione stradale.

Tribunale di Cassino, 04.03.2010 In tema di sanzioni amministrative per violazione delle norme del codice della strada, la taratura periodica dell’apparecchiatura per il rilevamento della velocità dei veicoli (autovelox) non è elemento indispensabile ai fini della legittimità del verbale di contestazione, solo ove nel manuale d’uso depositato dal costruttore presso il Ministero delle infrastrutture, tale manutenzione non sia prevista come necessaria, peraltro, la circostanza che l’apparecchio sia stato omologato e che la sua funzionalità sia stata opportunamente verificata prima dell’uso, non è idonea a surrogare alle procedure di taratura gravanti sulla P.A.



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