L'equalizzatore fiscale sui redditi finanziari

L'equalizzatore fiscale sui redditi finanziari

Nel 2001 venne alla luce il cosiddetto “equalizzatore fiscale” con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 194 del 21 agosto 2000 del decreto del Ministro delle Finanze 4 agosto 2000 concernente “l’individuazione degli elementi di rettifica da utilizzare per la determinazione delle plusvalenze e degli altri redditi diversi di natura finanziaria, nonché di taluni redditi di capitale”. Con tale decreto fu così inserito al suo posto anche l’ultimo tassello del riordino della disciplina tributaria dei redditi di capitale e dei redditi diversi attuata con il D.Lgs. 21 novembre 1997, n. 461 e successive modifiche . Come noto la riforma, entrata in vigore il primo luglio 1998, ha previsto l'imposizione di ogni reddito finanziario percepito dal contribuente. In precedenza, i redditi di natura finanziaria erano imponibili soltanto se conseguiti nell'ambito di un'attività commerciale, mentre per gli altri contribuenti (lavoratori dipendenti, pensionati, professionisti, ecc.) la tassazione era prevista soltanto in alcuni casi. La riforma ha realizzato quindi l'ampliamento della base imponibile, mediante l'estensione della tassazione a tutti i redditi di natura finanziaria, e garantito l'uniformità del prelievo attraverso l'applicazione di ritenute a titolo d'imposta e di imposte sostitutive con due sole aliquote: 12,5% e 27%. In estrema sintesi, sono stati previsti tre diversi trattamenti fiscali relativamente ai capital gains, affiancando al regime ordinario della dichiarazione, quelli opzionali del risparmio amministrato e del risparmio gestito. Con il regime della dichiarazione, il cosiddetto “fai-da-te”, il contribuente decide dove investire, calcola il rendimento e paga le imposte dovute, il tutto per conto proprio; nel regime del risparmio amministrato, quello tipico dei dossier titoli, compie autonomamente le scelte di investimento ma delega ad un intermediario il compito di calcolare e pagare le imposte; infine, nel regime del risparmio gestito, caratteristico delle gestioni patrimoniali e dei fondi di investimento, il contribuente affida all'intermediario un capitale che l'intermediario stesso provvede ad investire autonomamente occupandosi anche degli adempimenti fiscali. Come si inseriva l’equalizzatore in tale contesto? E soprattutto, cos’è l’equalizzatore?



Nome del documento: Equalizzatore fiscale sui redditi finanziari.doc
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