Tribunale di Milano, Sez. IV, 23.07.2012

L'art. 1491 c.c. esclude la garanzia per i vizi della cosa venduta se al momento del contratto il compratore ne conosceva l'esistenza o se i vizi erano facilmente riconoscibili, salvo che il venditore non abbia dichiarato che la cosa era esente da vizi. L'esclusione della garanzia quando i vizi siano facilmente riconoscibili nel momento della conclusione del contratto costituisce imposizione a carico del compratore di un onere di diligenza minima nella scoperta del vizio in applicazione del principio di autoresponsabilità. Pertanto, affinché in presenza di vizi facilmente riconoscibili sorga l'obbligo di garanzia in capo al venditore non è sufficiente la dichiarazione di quest'ultimo circa il buon funzionamento della cosa venduta giacché con tale dichiarazione il venditore promette una particolare qualità della cosa per un tempo determinato, prestando una garanzia di durata regolata da una propria disciplina e diretta ad altri fini, richiedendosi invece per il sorgere dell'obbligo sopraindicato una specifica assicurazione sull'assenza di vizi con la quale il venditore determina un particolare affidamento del compratore, indotto a soprassedere all'esame della cosa e quindi a non scoprirne gli eventuali vizi.



 

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