Tribunale di Roma, Sez. III, 07.09.2012

La restituzione del prezzo versato in adempimento di un contratto dichiarato nullo costituisce debito di valuta, che si adempie con la restituzione di altrettanta quantità di moneta di quella ricevuta dal venditore a titolo di prezzo della cosa venduta e che, in quanto tale, non è sensibile alla svalutazione monetaria nel frattempo intervenuta; tale debito, inoltre, è insuscettibile della maggiorazione degli interessi legali dovuti quale frutto civile del danaro (interessi compensativi), quando, in correlazione al pagamento del prezzo effettuato a seguito della vendita poi dichiarata nulla, l'acquirente abbia fruito dell'uso dell'immobile oggetto del contratto, così da escludere che il godimento del danaro, da lui corrisposto al venditore come prezzo, possa considerarsi privo di causa.



 

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