Tribunale di Messina, Sez. I, 28.09.2012

E' ammissibile la domanda ex art. 2041 c.c. nel caso di mancata stipula del contratto poiché, al pari dell'ipotesi di contratto nullo o annullato successivamente, la parte adempiente non potrebbe richiedere il compenso contrattuale, ed appare dunque quale unica azione esperibile la domanda di ingiustificato arricchimento. L'azione è esperibile anche contro la PA in quanto la regola di diritto comune "nemo locupletari potest cum aliena iactura" deve avere un'applicazione tendenzialmente paritaria, sia che la pretesa venga avanzata nei confronti di un privato, sia che soggetto passivo ne sia una P.A.; la mera utilizzazione di un'opera o di una prestazione, da parte di un ente pubblico, può, avuto riguardo a tutte le circostanze del caso concreto, integrare riconoscimento implicito dell'utilità della stessa, utilità la quale va ravvisata anche in caso di risparmio di spesa; a fronte di un'utilizzazione non attuata direttamente dagli organi rappresentativi dell'ente, ma da questi sostanzialmente assentita, il giudice può ritenere riconosciuta, di fatto, l'utilità dell'opera o della prestazione, conseguentemente formulando, in via sostitutiva, il relativo giudizio, con adeguata e congrua motivazione.



 

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