Tribunale di Trento, 09.10.2012

In tema di mediazione immobiliare, il diritto alla provvigione va riconosciuto anche quando l'attività del mediatore non possa qualificarsi come il fattore esclusivo e determinante della conclusione dell'affare. Al fine del riconoscimento del diritto non rileva la necessità di un nesso eziologico esclusivo essendo sufficiente la messa in relazione tra le parti, quale condizione in assenza della quale la conclusione dell'affare non avrebbe avuto luogo. In sostanza l'affare concluso si pone quale conseguenza prossima o remota dell'opera del mediatore dando diritto alla percezione della provvigione anche la sola attività di reperimento dell'altro contraente ovvero la specifica indicazione dell'affare senza che sia necessaria la partecipazione attiva del mediatore alle successive trattative. Anche la stipula di un contratto preliminare fa sorgere il diritto alla provvigione, non assumendo alcuna rilevanza l'eventuale risoluzione del contratto, trattandosi si successive modifiche consensuali dell'accordo già raggiunto.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive