Tribunale di Genova, Sez. II, 19.10.2012

Il risarcimento del danno morale in favore del soggetto danneggiato per lesione del valore della persona umana prescinde dall'accertamento di un reato in suo danno, sicché in base a tale lettura costituzionalmente orientata dell'art. 2059 cod. civ. il risarcimento del danno morale subiettivo conseguente alla lesione del bene salute - tutelato dall'art. 32 Cost.- non è limitato ai soli casi in cui sussista un'ipotesi di reato. Limitazione che, in ogni caso, non opera nel giudizio di equità avanti al giudice di pace, nel quale viene in rilievo un'equità cosiddetta formativa o sostitutiva della norma di diritto sostanziale, con la conseguenza che tale giudice può disporre il risarcimento del danno non patrimoniale anche fuori dei casi determinati dalla legge e di quelli attinenti alla lesione dei valori della persona umana costituzionalmente protetti, sempre che il danneggiato abbia allegato e provato -sia pure attraverso presunzioni - il pregiudizio subito, essendo da escludere che il danno non patrimoniale rappresenti una conseguenza automatica dell'illecito.



 

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