Tribunale di Milano, 25.10.2012

L'istigazione non accolta a rendere falsa testimonianza, mediante offerta di denaro, integra un "quasi reato" ai sensi e per gli effetti dell'art. 115, comma 4, c.p., con conseguente applicabilità della misura di sicurezza della libertà vigilata, solo qualora l'istigatore abbia la piena consapevolezza della falsità delle dichiarazioni oggetto del prospettato mendacio. Viceversa, il fatto, per quanto moralmente censurabile, è privo di rilievo penale, per difetto del dolo di falsa testimonianza in capo al concorrente istigatore, se sussiste anche solo un ragionevole dubbio che questi abbia offerto denaro al testimone per deporre il vero o, comunque, ciò che l'offerente reputi essere il vero (nella fattispecie è stato escluso il "quasi reato" di cui all'art. 115, comma 4, c.p., in relazione all'art. 372 c.p., in una fattispecie di offerta di denaro rivolta, pendente un giudizio di separazione tra coniugi, dalla moglie alla ritenuta amante del marito - a questo legata da un rapporto di amicizia ritenuta dal giudice ragionevolmente non solo platonica -, affinché quest'ultima riconoscesse di essere l'amante e, con conseguente addebito della separazione all'uomo).



 

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