Tribunale di Genova, Sez. I, 30.10.2012

L'azione revocatoria ordinaria ha la funzione di ricostituzione della garanzia generica assicurata al creditore dal patrimonio del suo debitore, e non anche della garanzia specifica, con la conseguenza che deve ritenersi sussistente l'interesse del creditore, da valutarsi ex ante - e non con riguardo al momento dell'effettiva realizzazione - a far dichiarare inefficace un atto che renda maggiormente difficile ed incerta la esazione del suo credito, sicché per l'integrazione del profilo oggettivo dell'eventus damni non è necessario che l'atto di disposizione del debitore abbia reso impossibile la soddisfazione del credito, determinando la perdita della garanzia patrimoniale del creditore, ma è sufficiente che abbia determinato o aggravato il pericolo della incapienza dei beni del debitore, e cioè il pericolo della insufficienza del patrimonio a garantire il credito del revocante, ovvero la maggiore difficoltà od incertezza nella esazione coattiva del credito medesimo. Ad integrare il pregiudizio alle ragioni del creditore è, in tal senso, sufficiente una variazione sia quantitativa che meramente qualitativa del patrimonio del debitore, e dunque anche la mera trasformazione di un bene in altro meno agevolmente aggredibile in sede esecutiva.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive