Tribunale di Brindisi, 09.11.2012

Il preliminare di immobile abusivo, già sotto il profilo della comune considerazione sociale, è inidoneo ad integrare il concetto giuridico di "affare" e, ciò proprio in considerazione della nullità del contratto definitivo cui il preliminare è prodromico. In applicazione del principio per cui il diritto alla provvigione è insensibile alle (sole) vicende successive che ineriscano al contratto intermediato, si deve distinguere fra l'ipotesi in cui il contratto sia risolubile per vicende successive al perfezionarsi del contratto e quella in cui esista una causa originaria di inefficacia, nullità o inesistenza; a tale ultima, per analogia funzionale, dovendo essere equiparata, sotto il profilo del regime giuridico applicabile, l'ipotesi in cui il preliminare sia risolubile per vizi genetici e, quindi, coevi alla conclusione del contratto. Se nel primo caso, esiste un effetto giuridico che si alloca nella sfera del promissario acquirente e che ragionevolmente si tradurrà nell'effettivo conseguimento del bene; nel secondo caso o la sfera giuridica dell'aspirante acquirente non si incrementa perché l'effetto non si produce oppure l'effetto si produce ma è destinato a venire meno, in virtù della risoluzione del vincolo, o, in alternativa, a non tradursi nell'effettivo acquisto del bene della vita, dedotto in contratto.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive