Tribunale di Foggia, Sez. II, 09.11.2012

La prescrizione del diritto alla restituzione degli interessi passivi corrisposti dalla banca al correntista è quella regolata con termine decennale previsto dall'art. 2946 c.c. e non quello quinquennale. In tale contesto non può, invero, farsi riferimento né alla prescrizione breve del diritto al risarcimento del danno, trattandosi di obbligazione derivante dalla legge (art. 2033 c.c.) e non da obbligazione ex delicto, né a quella quinquennale di cui all'art. 2948, n. 4, c.c., concernente esclusivamente la domanda diretta a conseguire gli interessi che maturano annualmente o in termini più brevi e non già la restituzione di parte degli stessi in quanto indebitamente corrisposti. Quanto alla decorrenza della detta prescrizione, posto che il diritto alla ripetizione non può che decorrere dal momento in cui è giuridicamente necessario e possibile l'esercizio di ripetizione dell'indebito, deve distinguersi tra versamenti solutori (assenza di fido o pagamenti extrafido) e versamenti ripristinatori della provvista effettuati nei limiti di un fido esistente, con la consequenziale esigenza di stabilire quando l'annotazione rispecchi un pagamento di natura solutoria tale da fondare il diritto alla ripetizione dello stesso anche durante lo svolgimento del rapporto.



 

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