Tribunale di Firenze, Sez. I, 13.11.2012

Per la configurabilità del reato di interruzione di pubblico servizio (art. 340 c.p.) è sufficiente il dolo generico, anche nella forma del dolo eventuale. Non è pertanto necessario che la condotta sia intenzionalmente diretta a provocare l'interruzione o il turbamento del servizio, sussistendo il reato in discorso anche nell'ipotesi in cui l'agente si renda conto che il proprio comportamento potrebbe cagionare un tale risultato e ciononostante agisca, a costo di determinare, con la propria condotta, l'evento lesivo (nella fattispecie, in tema di interruzione del trasporto pubblico urbano in conseguenza del parcheggio di un'automobile in divieto di sosta, il Tribunale ha escluso il dolo eventuale, non risultando la prova di una previa rappresentazione, in capo all'automobilista, della possibile interruzione del servizio di trasporto come conseguenza della propria condotta).



 

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