Tribunale di L'Aquila, 19.11.2012

Deve pronunciarsi la risoluzione del contratto di locazione degli immobili destinati ad uso diversi da quello abitativa in virtù del grave inadempimento del conduttore in ragione dell'esistenza di precedenti gravi ritardi nel pagamento del canoni. A nulla rileva la circostanza dell'avvenuto pagamento dei canoni relativi alle mensilità dedotte in giudizio, ove risulti avvenuto successivamente alla notifica dell'intimazione dello sfratto per morosità anche se prima dell'udienza di comparizione in fase sommaria. A tal riguardo, infatti, la disciplina dell'art. 55 della legge n. 392 del 1978, relativa alla concessione di un termine per il pagamento dei canoni locatizi scaduti e per la sanatoria del relativo inadempimento, non opera per i contratti aventi ad oggetto gli immobili destinati ad uso diverso da quello abitativo. Ne consegue che nelle locazioni ad uso diverso l'offerta o il pagamento del canone non comportano la sanatoria della morosità posto che ai sensi dell'art. 1453 c.c., dalla data della domanda il conduttore non può più adempiere.



 

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