Tribunale di Milano, Sez. X, 20.11.2012

In merito all'azione risarcitoria esperita per il risarcimento dei danni conseguenti al sinistro stradale, deve rigettarsi la richiesta di risarcimento del danno c.d. esistenziale, quale autonoma voce di danno. Infatti, la più recente giurisprudenza ha ricondotto plurime voci di danno nell'ambito di un sistema bipolare costituito dal danno patrimoniale, ai sensi dell'art. 2043 c.c. e dal danno non patrimoniale, ai sensi dell'art. 2059 c.c. Il danno esistenziale non costituisce un'autonoma e generica categoria di danno, riferendosi a quei pregiudizi che alterino le abitudini e gli assetti relazionali propri, inducendo il danneggiato a scelte di vita diverse in relazione all'espressione ed alla realizzazione della sua personalità. Nel procedere alla liquidazione del danno non patrimoniale il giudice quindi, deve considerare non solo il danno biologico in sé ma anche la sofferenza che presumibilmente da esso ne derivi, oltre che della particolare situazione soggettiva emergente dagli atti di causa.



 

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