Tribunale di Roma, Sez. X, 06.07.2010

L'assicurazione fideiussoria, pur avendo come parte un'impresa di assicurazione, ha natura sostanziale di fideiussione, in quanto la sua funzione non è quella tipica dell'assicurazione, ossia il trasferimento di un rischio a carico dell'assicuratore, bensì quella di garanzia, in quanto la compagnia di assicurazioni si assume l'impegno di pagare un determinato importo al beneficiario, onde garantirlo nel caso di inadempimento della prestazione a lui dovuta da un terzo, indipendentemente dal pagamento del premio ed in contrasto, quindi, con la natura sinallagmatica del contratto di assicurazione. Ne consegue che in questo genere di contratti nei quali la funzione di garanzia è prevalente su quella assicurativa, possono trovare applicazione le regole che disciplinano il rapporto di assicurazione (tra cui, in particolare, quella relativa al termine annuale di prescrizione di cui all'art. 2952, comma primo, c.c.) solo quando sia accertato, attraverso la verifica della concreta volontà delle parti mediante l'esame e l'interpretazione delle clausole di polizza, che le parti medesime, nella loro piena autonomia contrattuale, abbiano voluto richiamare la disciplina propria dell'assicurazione, con particolare riguardo ai rapporti fra l'assicuratore e l'altro contraente. Pertanto, tutte le volte che le parti, nei limiti della loro autonomia contrattuale, non abbiano derogato alla disciplina della fideiussione, attraverso il riferimento a regole proprie dell'assicurazione, il rapporto deve ritenersi regolato dalla disciplina legale tipica della fideiussione, proprio perché la causa del contratto resta nella sostanza quella fideiussoria. Ciò posto, nel caso di specie, relativo ad opposizione a decreto ingiuntivo per prescrizione del credito azionato relativo al mancato pagamento dei premi annuali della polizza, trattandosi di assicurazione fideiussoria con natura sostanziale di fideiussione, ritenuto inapplicabile il termine annuale di prescrizione previsto per il contratto di assicurazione ex art. 2952 c.c., bensì quello ordinario decennale di cui all'art. 2946 c.c., il tribunale rigetta l'opposizione e per l'effetto conferma il decreto ingiuntivo opposto.



 

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