Tribunale di Palermo, 21.12.2012

La pronuncia di risoluzione del contratto di locazione presuppone l'imputabilità, almeno a titolo di colpa, del grave inadempimento del conduttore. Ne consegue che, ferma restando la non retroattività della disciplina sanzionatoria prevista dall'art. 3 del D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, deve considerarsi incorso in errore scusabile, e dunque esente da colpa, il conduttore che abbia, in buona fede, corrisposto al locatore il minor importo del canone di locazione, come determinato dall'Agenzia delle Entrate (sull'errato presupposto dell'applicabilità del citato D.Lgs. n. 23/2011 ad un contratto anteriormente stipulato). Deve conseguentemente essere disattesa la domanda di risoluzione del contratto, richiesta dal locatore per grave inadempimento del conduttore, fermo restando l'obbligo del conduttore di corrispondere al locatore le maggiori somme dovute, maggiorate degli interessi legali.



 

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