Tribunale di Roma, Sez. V, 04.01.2013

Per decoro architettonico dell'edificio condominiale deve intendersi l'estetica data dall'insieme delle linee e delle strutture architettoniche che vanno a caratterizzare il fabbricato e gli imprimono una determinata ed armonica fisionomia. Orbene, l'alterazione di tale decoro può ben correlarsi alla realizzazione di opere che modifichino l'originario aspetto soltanto di singoli elementi o punti dell'edificio, ogni qualvolta la modificazione sia suscettibile di riflettersi sull'insieme dell'aspetto del fabbricato. Di talché, l'utilizzazione del muro perimetrale da parte del singolo condomino mediante l'apposizione di condizionatori o caldaie, non alterando in sé la naturale e precipua destinazione del muro, rappresenta normale esercizio del diritto di usare la res comune, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 1102 c.c. E', tuttavia, necessario che ciò non impedisca l'esercizio concorrente del diritto degli altri partecipanti di fare uguale uso del muro, nonché, ad un tempo, non rechi pregiudizi alla stabilità ed alla sicurezza dell'edificio e non ne alteri il decoro architettonico.



 

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