Tribunale di Napoli, Sez. I, 07.01.2013

Incorre nell'imputazione per il reato p. e p. dall'art. 337 c.p. il prevenuto che dopo essersi opposto con violenza consistita nell'avviare la marcia del proprio veicolo per allontanarsi dal luogo ove era stato fermato, tentava di investire l'agente di Polizia municipale che si era nel frattempo parato dinanzi al suo veicolo, investimento non avvenuto solo per la prontezza dei riflessi dell'agente che provvedeva a saltare sul cofano del veicolo stesso. In merito alla fattispecie ascritta, tuttavia, si impone la pronuncia di una sentenza di assoluzione, per insussistenza del fatto, laddove l'attività istruttoria non delinei, in termini univoci ed oltre ogni ragionevole dubbio, la sussistenza di una condotta violenta, penalmente rilevante, riconducibili alla determinazione volitiva del prevenuto, funzionale a frapporre un ostacolo al compimento da parte del P.U., di un atto del suo ufficio.



 

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