Tribunale di Torino, 10.01.2013

Ai sensi del cosiddetto D.L. 13 settembre 2012, n. 158 (c.d. Decreto Balduzzi), "il danno biologico conseguente all'attività dell'esercente della professione sanitaria è risarcito sulla base delle tabelle di cui agli artt. 138 e 139 del D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209"; pertanto, al fine di addivenire alla determinazione dell'entità del risarcimento, dovrà farsi riferimento alla tabella di cui all'art. 139 citato. Ritiene, tuttavia, il Tribunale di dover condividere l'orientamento giurisprudenziale secondo cui, posto che il riconoscimento del carattere onnicomprensivo del danno non patrimoniale alla persona non può andare a scapito della integralità del risarcimento medesimo, è compito del giudice accertare l'effettiva consistenza del pregiudizio allegato, a prescindere dal nome attribuitogli (al più per finalità meramente descrittive), individuando quali ripercussioni si siano verificate sul valore-uomo e provvedendo alla loro integrale riparazione. Deve, perciò, pur sempre essere riconosciuto il risarcimento del danno anche al di là della mera quantificazione tabellare operata ex lege, valorizzandone appunto tutte le componenti rispetto alle conseguenze, in termini di sofferenza e disagio esistenziale, laddove provate ed accertate in causa o comunque presumibili rispetto alle risultanze processuali acquisite.



 

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