Tribunale di Roma, Sez. V, 10.03.2011

Gli obblighi di non fare posti a carico dei singoli condomini non costituiscono diritti reali, ma diritti di obbligazione. In particolare tali obblighi integrano la figura delle obbligazioni propter rem e cioè delle limitazioni all'esercizio del diritto di proprietà la cui fonte può essere rappresentata sia dal regolamento condominiale che dalla legge. Invero, ciascun condomino è obbligato propter rem a non eseguire nel piano o porzione di piano di sua proprietà opere che rechino danni alle cose comuni e, se la violazione dell'obbligo di non fare si protrae per più di venti anni, tale situazione non determina l'estinzione del rapporto obbligatorio, considerato che vige nel nostro ordinamento il generale principio secondo cui in facultativis non datur praescriptio. Soggetto a prescrizione, invece, è solo il diritto al risarcimento del danno derivante dall'obbligo in questione, mentre il potere sanzionatorio volto al rispetto del suddetto obbligo può essere sempre esercitato senza essere sottoposto a termine se non dal momento della cessazione dell'inadempimento (ad esempio laddove la norma regolamentare fosse abrogata).



 

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