Tribunale di Roma, Sez. X, 18.03.2011

In materia di appalto, la domanda di risoluzione del contratto e quella di riduzione del prezzo, non sono reciprocamente incompatibili, onde ne è ammissibile la cumulativa proposizione in un unico giudizio, poiché l'actio quanti minoris non è richiesta di esatto adempimento, sicché la proposizione di domanda di risoluzione del contratto per inadempimento impedisce al committente di mutare tale domanda in quella di adempimento, ma non anche di richiedere la riduzione del prezzo, domanda di contenuto minore rispetto alla domanda risolutoria. Infatti, mentre la domanda di risoluzione del contratto di appalto determina lo scioglimento con effetto retroattivo del vincolo contrattuale e l'obbligo per ciascuna parte di restituire quanto indebitamente prestato a favore dell'altra, la domanda di riduzione del prezzo, presuppone, invece, proprio il mantenimento del vincolo contrattuale. In ipotesi di presentazione cumulativa delle due domande, pertanto, occorrerà, in primo luogo, accertare i presupposti la per declaratoria di risoluzione del contratto richiesta e, solo in caso di mancanza degli stessi, si passerà a valutare la sussistenza dei requisiti necessari per l'adozione di una pronuncia dichiarativa della riduzione del prezzo.



 

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