Tribunale di Roma, Sez. V, 23.03.2011

La sostituzione di una parte del tetto con una terrazza, non comportando alcuna modifica strutturale in grado di incidere sulla destinazione della res rientra nel novero delle modifiche, consentite a ciascun condomino entro i limiti di cui all'art. 1102 c.c. Oltretutto, anche a volerla considerare un'innovazione sarebbe comunque disciplinata dall'art. 1102 e non anche dall'art. 1120 c.c. La giurisprudenza ritiene infatti che le innovazioni della cosa comune rientrano nell'ambito di operatività dell'art. 1120 c.c. e richiedono, pertanto, la maggioranza qualificata ivi contemplata, solo ove comportino una spesa da ripartire fra tutti i condomini su base millesimale, mentre qualora non debba farsi luogo ad un riparto di spesa, per essere stata questa assunta interamente da un condomino o da un gruppo di condomini, trova applicazione la norma di cui all'art. 1102 c.c., che contempla anche le innovazioni. E' all'evidenza, infatti, che le modificazioni apportabili alla cosa comune in forza dell'art. 1102 c.c. possono costituire anche un'innovazione, nell'accezione tecnico giuridica di cui all'art. 1102 c.c., ed in tal caso sono consentite anche al singolo condomino o a un gruppo di condomini se non alterano la destinazione e non impediscono il pari uso della cosa comune agli altri partecipanti al condominio, oltre ad essere rispondenti al disposto di cui all'art. 1102, secondo comma, c.c., perché detta disposizione, che vieta le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, ovvero ne alterino il decoro architettonico, o rendano talune parti dell'edificio inservibili all'uso o al godimento anche di un solo condomino, ha portata generale ed è collocata nell'articolo in esame al fine di rendere evidente che essa costituisce un limite invalicabile anche per la maggioranza dei condomini.



 

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