Tribunale di Bologna, Sez. IV, 02.05.2011

L'ammissione al passivo con riserva di un credito condizionale non contiene alcuna deliberazione favorevole circa l'esistenza del credito e non determina alcun giudicato endofallimentare sulla sua esistenza, atteso che esso è del tutto eventuale, attenendo proprio all'evento costitutivo del diritto fatto valere. Ne consegue che, durante il corso della procedura fallimentare, in sede di scioglimento della riserva, deve ritenersi sempre aperta ogni questione riguardante l'obbligazione predetta, senza alcuna possibilità per il creditore condizionale di richiamarsi alla definitività dello stato passivo come situazione preclusiva di un'eventuale esclusione del credito in dipendenza della sorte dell'evento condizionante. Deve altresì riconoscersi la spettanza in capo al curatore del potere di opporsi all'ammissione in via definitiva del credito condizionale, sollevando tutte quelle eccezioni ostativa all'insorgere del credito.



 

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