Tribunale di Bari, Sez. IV, 24.05.2011

La novella legislativa apportata al testo dell'art. 87 del D.P.R. n. 602 del 1973 non può intendersi tale da determinare la non necessarietà della notifica della cartella di pagamento ai fini dell'ammissione allo stato passivo di crediti tributari. In tal senso il successivo art. 88, nella parte in cui sancisce che la riserva è sciolta dal Giudice quando è inutilmente decorso il termine prescritto per la proposizione della controversia dinanzi al Giudice tributario, ovvero quando il giudizio è stato definito con decisione irrevocabile o risulta altimetri estinto, deve intendersi nel senso che ai fini dell'ammissione con riserva, se il giudizio non è in corso, deve quantomeno essere in corso il termine per la proposizione della controversia, esaurendosi inutilmente il quale si procederà allo scioglimento della riserva. Termine in corso vuol, dunque, significare che la cartella esattoriale deve essere stata notificata al debitore in bonis o al curatore e che al momento della dichiarazione di credito tale termine non è ancora decorso. Presentata la domanda di ammissione, pertanto, se sulle somme iscritte a ruolo non sorgono contestazioni il credito è ammesso, se invece tali contestazioni sorgono il credito è ammesso con riserva ed il curatore ha l'onere di proporre la relativa controversia dinanzi al Giudice tributario munito di giurisdizione. Qualora, tuttavia, il termine per l'impugnazione sia già inutilmente decorso, il credito dovrà essere ammesso con riserva dovendosi reputare già verificate le condizioni dell'ipotetico scioglimento della medesima. In mancanza di notifica della cartella esattoriale il credito tributario non può, dunque, per quanto innanzi, essere ammesso al passivo fallimentare, in quanto non suscettibile di applicazione, nella descritta ipotesi, la norma concernente la riserva.



 

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