Tribunale di Potenza, 25.05.2011

Oggetto dell'opposizione di terzo disciplinata dall'articolo 619 c.p.c. è l'accertamento della titolarità in capo al terzo opponente di un diritto reale o comunque prevalente su quello del creditore procedente relativamente al bene assoggettato a pignoramento, titolarità che rende illegittima l'esecuzione forzata che tale bene abbia colpito, posto che l'opposizione di terzo all'esecuzione costituisce un'azione di accertamento negativo della legittimità, in relazione al suo oggetto, dell'esecuzione forzata intrapresa su beni sui quali il terzo vanti un diritto reale o comunque prevalente rispetto a quello del creditore procedente. L'onere del terzo opponente di provare non soltanto l'affidamento dei beni al debitore per titolo diverso dalla proprietà di altro diritto reale, ma anche la titolarità del diritto reale vantato, non è soggetto ai rigorosi principi che disciplinano la distribuzione dell'onere della prova nell'azione di rivendicazione. In base alla disciplina dettata dagli articoli 619 e seguenti c.p.c., per l'opposizione di terzo nell'esecuzione forzata ordinaria, è necessario - per superare la presunzione di appartenenza al debitore dei beni pignorati nell'abitazione o in altri luoghi allo stesso pertinenti, posta dall'articolo 513 c.p.c. - che il terzo opponente fornisca la prova rigorosa, peraltro con i limiti indicati dall'articolo 621 c.p.c. - finalizzati ad evitare il pericolo di collusione fra terzo e debitore esecutato -, non soltanto dell'acquisto della titolarità del diritto vantato sul bene in epoca anteriore all'assoggettamento dello stesso al vincolo del pignoramento, ma anche, nel caso di espropriazione mobiliare presso il debitore, delle ragioni dell'affidamento del bene al debitore per un titolo diverso da quello di proprietà. Quanto alla prova dell'acquisto del bene pignorato da parte del terzo, perché la prova documentale dallo stesso fornita possa essere opponibile al creditore procedente è necessario che il documento prodotto sia costituito da un atto pubblico oppure, in caso di scrittura privata, che abbia data certa anteriore al pignoramento ai sensi dell'articolo 2704 primo comma c.c. secondo il quale la data della scrittura privata (della quale non sia autenticata la sottoscrizione) non è certa nei confronti dei terzi se non dal giorno in cui la scrittura è stata registrata oppure dal giorno di uno degli atti equipollenti.



 

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