Corte d'Appello di Roma, Sez. III, 14.06.2011

Nel contratto d'opera intellettuale, la qualità di cliente e, quindi di soggetto obbligato al pagamento del compenso, spetta a colui che ha richiesto al professionista il compimento dell'attività professionale, restando in proposito irrilevante che tale attività sia rivolta al soddisfacimento dell'interesse di un terzo, ancorché quest'ultimo abbia assunto l'impegno, verso detto richiedente, di assumere su di sé gli oneri del contratto stesso. In tale tipologia contrattuale, pertanto, la qualità di cliente non deve necessariamente coincidere con quella di soggetto direttamente titolare dell'interesse che l'attività del professionista deve perseguire, per cui chiunque può, per i più svariati motivi, assumere obbligazioni del genere verso il professionista, perché presti la propria opera a favore di un terzo, con la conseguenza che legittimato passivo al pagamento del compenso al professionista resta colui che verso di questo abbia assunto il relativo impegno.



 

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